Artefatti 2

Impariamo ad osservare: l'abbigliamento 2

Gli abiti, dunque, dal punto di vista psicologico, somigliano ad un sintomo nevrotico in quanto sono una forma di compromesso tra due tendenze in conflitto. Secondo Flugel gli abiti sono simili al rossore sul volto, che segnala il disagio di attrarre l’attenzione attraendola.

Coprendoci diamo soddisfazione al pudore ma al tempo stesso rendiamo più belle alcune parti del corpo, e in taluni casi spostiamo sul vestiario il desiderio esibizionistico, che può, così, divenire accettabile.

In genere nell’uomo lo spostamento esibizionistico su parti del vestiario è più marcato mentre la donna tende a mantenere il proprio esibizionismo più legato al corpo. Pertanto nel caso della donna il vestiario svolge più la funzione di enfatizzare la bellezza che di sostituirla.

Diviene così comprensibile la strana usanza della tradizione di far togliere all’uomo il cappello in segno di rispetto in certe circostanze (es. all’ingresso in chiesa) mentre per la donna ciò sarebbe segno di immodestia fino ad essere ritenuto un gesto sconveniente.

Il risultato, cioè l’abitudine di coprirsi, diviene alla fine stabile e duraturo perché porta dei vantaggi secondari non trascurabili.

Tra essi ricordiamo:

· il risparmio energetico, (dovuto alla non dispersione di calore) che è estremamente vantaggioso perché permette di ridurre la necessità e la continua ricerca di cibo;

· una certa protezione da abrasioni e lacerazioni della pelle;

· una diminuzione della superficie esposta all’aggressione degli insetti.

Sembra accertato che tra tutti i motivi che hanno indotto l’uomo a coprirsi abbia un ruolo fondamentale e forse predominante quello sessuale.

L’abbigliamento ha certamente avuto le sue origini nel desiderio di rafforzare l’attrazione sessuale e spesso di concentrarla sugli organi genitali.

Possiamo vedere che tuttora gli scopi della moda femminile e dei capi che crea, sono:

1) aumentare le attrattive estetiche della donna che li indossa;

2) stimolare l’interesse degli ammiratori di sesso opposto;

3) suscitare la gelosia delle rivali.

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