Strutture adrenergiche e noradrenergiche
Come è stato dimostrato da diversi studi sullo stress, una modica quantità di eccitamento migliora le prestazioni mnestiche mentre, un suo aumento più marcato, fa decadere nettamente le prestazioni.
E’ opportuno ricordare che il cervello non viene raggiunto direttamente dall’adrenalina (che non supera la barriera ematoencefalica) quando questa viene immessa in circolo a causa di uno stress dalla midollare del surrene, ma viene informato indirettamente dal Vago che stimola, a livello centrale, una iperattivazione che, se modica, risulta utile all’immagazzinamento di informazioni.
Per quanto riguarda la noradrenalina si è dimostrato come siano implicati nella funzione di consolidamento, due strutture cerebrali ove questo mediatore è assai presente: il locus coeruleus e l’amigdala.
Queste strutture sono eccitabili da sostanze quali le anfetamine che stimolano, contemporaneamente, anche i recettori della dopamina, aumentando notevolmente le capacità di immagazzinamento.
Strutture GABAergiche
Alcune sostanze convulsivanti, facilitando i fenomeni ed i processi eccitatori, hanno effetti positivi sul consolidamento della memoria.
Tra essi ricordiamo la picrotossina e la stricnina che antagonizzando il GABA (mediatore inibitorio) favoriscono la conduzione in particolare dei neuroni colinergici.
Peptidi e memoria.
Negli anni ottanta alcuni studi hanno fatto erroneamente ritenere che talune esperienze si codificassero in proteine.
Queste ipotesi sono state successivamente abbandonate e ritenute superate; tuttavia alcuni peptidi sono certamente in grado di modulare la memoria e l’apprendimento.
Tra essi un rilievo particolare lo ha l’ACTH. Quantità basse e medie di essa migliorano proporzionalmente le prestazioni, dosi alte le disturbano notevolmente (sembra che il meccanismo sia dovuto ad una liberazione di corticosterone dalla corteccia surrenale che giungerebbe ad influenzare, tramite recettori specifici, alcune strutture dell’ippocampo).
Peptidi ipofisari quali la vasopressina e l’oxiticina esercitano un influsso opposto sulla memoria: la prima ne migliora le prestazioni, la seconda le disturba.
Sia la morfina che i peptidi oppioidi come le endorfine e le encefaline hanno un effetto inibente sulla memoria mentre il naloxone è in grado di annullarlo.
Sembra che l’effetto sia dovuto ad una interferenza di queste sostanze con i sistemi dopaminergici e noradrenergici presenti nell’amigdala. Gli oppioidi sono considerati per questo molecole dell’oblio,sono molecole atte a minimizzare il ruolo delle esperienze spiacevoli.

Dr. Massimo Fochi 3384194605








