Gli studi compiuti da Mishkin e Appenzeller e pubblicati su “Le scienze” hanno portato rilevanti prove sperimentali a favore di una descrizione piuttosto precisa delle vie anatomiche che sono implicate nel sedimentare dentro di noi l’esperienza mnestica.
Sintetizzando i risultati, esibiti dai due scienziati, possiamo così descrivere il meccanismo (che chiameremo convenzionalmente sistema A):
· Un evento viene registrato da uno dei nostri organi di senso;
· esso transita sia attraverso le strutture dell’amigdala che dell’ippocampo;
· da esse escono vie nervose dirette sia a strutture diencefaliche (talamo e corpi mammillari) sia alla regione proencefalica inferiore;
· le strutture talamiche inviano connessioni alla corteccia prefrontale e, sia le prime che le seconde, inviano proiezioni alla regione proencefalica inferiore;
· dalla regione proencefalica inferiore, punto di arrivo e di sintesi di questo circuito, si hanno, probabilmente, delle proiezioni finali (non ancora completamente dimostrate) che portano al depositarsi dell’esperienza mnestica in prossimità dell’area sensoriale ricevente.
Le due vie anatomiche che transitano dall’amigdala e dall’ippocampo, pur essendo in grado di sostituirsi vicendevolmente in caso di lesioni, mantengono una certa specificità.
L’amigdala si ipotizza che abbia un ruolo prioritario nella formazione e nell’assemblaggio di ricordi formati tramite diverse modalità sensoriali. Sarebbe insomma implicata con il ricordo connesso ad aree sensoriali diverse da quelle di partenza: ad es. udire una musica mi richiama alla mente un volto o un ambiente, sentire un profumo mi ricorda la voce di un parente, ecc.
Inoltre l’amigdala, con il suo lavoro di connessione tra ricordi, sensazioni ed emozioni sembra molto probabile sia la struttura responsabile della “attenzione selettiva”.
Infine, in questa importante area del sistema limbico, vi sono numerosi neuroni che producono oppiacei endogeni (endorfine) che sarebbero liberati in risposta a stati emotivi modulati dall’ipotalamo.
L’ippocampo sarebbe invece implicato nell’analizzare e nel memorizzare principalmente le relazioni e le localizzazioni spaziali.

Dr. Massimo Fochi 3384194605








