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EMDR 9

Una nuova tappa nella presentazione sistematica di questa stimolante tecnica.

Se dunque l’elaborazione diretta, cioè non mediata da aspetti linguistici, ottenuta attraverso i movimenti oculari costituisce la caratteristica identificativa dell’EMDR, vi è un ulteriore punto di forza che risiede nell’insieme della procedura. Ci riferiamo in particolare al rapporto che si instaura tra la fase di elaborazione tramite movimenti oculari e il successivo lavoro in fase V sulle convinzioni positive. Infatti non è difficile riconoscere in questa articolazione della procedura quel tipo di  integrazione trai diversi livelli conoscitivi, in special modo delle rappresentazioni tacite con i livelli di elaborazione esplicita, a cui fanno riferimento il modello di Teasdale e il modello delle organizzazioni cognitive.

A questo proposito è interessante notare, e i lettori che praticano l’EMDR lo potranno confermare o meno con le loro osservazioni, quanto spesso si verifichi dopo l’elaborazione delle componenti sensoriali nella fase IV, una modificazione della convinzione positiva o addirittura una sua sostituzione con un’altra di tipo completamente diverso. Del resto il cosiddetto intervento cognitivo integrativo operato dal terapeuta come intervento supplementare nei casi in cui l’elaborazione con movimenti oculari incontri momenti di blocco o di stallo o non ottenga l’efficacia desiderata nel ridurre le sensazioni negative è indicativo delle interazioni reciproche trai diversi livelli conoscitivi. L’inserimento di risorse cognitive è ulteriormente potenziato nei protocolli più recenti (Mansfield 1998, Lipke 2000), declinando e estendendo, sia per contenuti che per modalità di codifica, la gamma delle informazioni positive introdotte, tanto da parlare anziché di convinzione positiva di positive network.