EMDR e crisi d’astinenza

A cura di LUIGI TERRERI e pubblicata sul Bollettino per le Farmacodipendenze e l'Alcolismo del Ministero della Salute

L’EMDR (acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un metodo clinico ben strutturato che può integrare i programmi terapeutici aumentandone l’efficacia. Francine Shapiro, Ph. D. ha scoperto che alcuni tipi di stimolazione esterna possono aiutare molto efficacemente una persona a superare un evento traumatico o emotivamente disturbante. Il metodo utilizza principalmente i movimenti oculari prodotti in un paziente invitandolo a seguire il movimento della mano del terapeuta (ma anche altre forme di stimolazione destro/sinistra come, ad esempio, il tapping sulle mani). L’EMDR si basa sull’ipotesi che l’evento traumatico “congeli” l’informazione nella sua forma ansiogena originale, nello stesso modo in cui è stato vissuto. L’informazione bloccata, “congelata” nelle reti neurali, continua a provocare vari disturbi psicologici. Pensare ad un evento traumatico mentre contemporaneamente il paziente esegue determinati movimenti oculari, invece, genera l’effetto di riprendere o accelerare l’elaborazione dell’informazione. L’EMDR provoca una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali ristabilendo l’equilibrio eccitatorio/inibitorio e permette il raggiungimento di una risoluzione adattiva, integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo, dell’esperienza del paziente. Il metodo, quindi, permette una desensibilizzazione rapida dei ricordi traumatici e una ristrutturazione cognitiva che porta a una riduzione significativa dei sintomi del paziente.

Considerando la crisi d’astinenza da sostanze stupefacenti come un trauma, applichiamo nel nostro SERT la suddetta tecnica ai soggetti tossicodipendenti. Scegliamo i nostri utenti che si trovano nella fase terminale dell’assunzione a scalare di metadone cloridrato o subutex, già determinati a raggiungere l’obiettivo dell’astinenza completa da sostanze stupefacenti. Dopo averli preparati con tecniche di rilassamento e motivazionali, li poniamo, tramite l’applicazione della tecnica EMDR, nella condizione di ri-sperimentare una crisi d’astinenza. E’ sorprendente osservare come i soggetti inizino subito a mostrare i segni dell’astinenza (lacrimazione, sbadigli, dolori, agitazione, conati di vomito, senso di freddo), anche se da qualche tempo non fanno più uso di sostanze stupefacenti. Dopo in genere breve tempo, durante il trattamento, i sintomi astinenziali si attenuano. A questo punto installiamo quella che nel trattamento EMDR è definita una “cognizione positiva”, ad esempio “Sono in grado di gestire le mie sensazioni” ecc.. Si prosegue, quindi, con l’installazione di un’immagine positiva, l’eventuale proiezione nel futuro e le altre variazioni del metodo.

Ricordiamo che il maggior timore per un soggetto tossicodipendente è quello di ri-sperimentare il disagio della crisi d’astinenza. Riteniamo che il trattamento EMDR sia una metodica veramente utile al tossicodipendente per elaborare e ristrutturare le proprie paure in un modo personalmente controllabile.

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