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Le basi neurofisiologiche dell’ipnosi

Pur essendo teoricamente possibile, con la suggestione ipnotica agire su tutte le funzioni viscerali, in realtà, nella pratica, si constata come in ogni soggetto, alcune di esse, risultino assai più modificabili di altre.

Il modificarsi della reattività fisiologica, delle funzioni somatico viscerali, endocrine, neurovegetative e perfino la regressione di alcune manifestazioni anatomiche come le verruche, grazie allo stimolo suggestivo della parola, prova incontrovertibilmente come sia possibile il passaggio tra psiche e soma.

Pur essendo teoricamente possibile, con la suggestione ipnotica, agire su tutte le funzioni viscerali, in realtà, nella pratica, si constata come in ogni soggetto, alcune di esse, risultino assai più modificabili di altre.

Dunque da ciò si desume che nella terapia ipnotica, oltre alla forza e all’abilità nella tecnica suggestiva adoperata, ha una importanza assolutamente non marginale la costituzione organica e una particolare sensibilità viscerale (sia essa ereditario o acquisita).

D’altra parte anche il modo di ammalarsi somaticamente, nella persona soggetta a stato di stress prolungato, sono in atto le stesse variabili soggettive, mirabilmente esplorate da M. Erickson. Il disturbo emozionale, per sua natura tendente alla proiezione diffusa, tende poi a manifestarsi nell’individuo concreto, nel “locus minoris resistentiae” denominati da Erickson “fenomeni coincidenti”.

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