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Amore 4

Innamoramento e vita sessuale

L’innamoramento condiviso è la forma più semplice di un movimento collettivo, più precisamente è lo stato nascente di un movimento collettivo a due. In questa situazione ciascuno di noi fa l’errore di attribuire il merito di questa esperienza straordinaria all’amato, alle sue qualità che ci appaiono insostituibili ma, in realtà, è la relazione che si è strutturata, a rendere l’altro, ai nostri occhi, così unico.

La vita sessuale può essere suddivisa in periodi in cui è intensa, infaticabile, entusiasmante, e periodi ordinari, con rapporti non particolarmente intensi e spesso neppure molto soddisfacenti. Essa si presenta in tutta la sua intensità, inesauribilità solo nei periodi dell’innamoramento quando ha tutti i caratteri della straordinarietà. Ogni contatto, se siamo innamorati, è imparagonabilmente più bello, lussureggiante, appagante di ciò che possiamo provare nei periodi di sesso ordinario. La sessualità straordinaria è tendenzialmente, naturalmente monogama. Il desiderio di innamorarci appare quando cerchiamo nuove vie, strade diverse e inesplorate, quando l’ordinario non appaga più e l’energia vitale ci sospinge alle frontiere del possibile. Abbiamo così, se qualcuno si presta alle nostre proiezioni, lo stato nascente.

La sessualità ordinaria è, invece, molto simile alla soddisfazione di una pulsione fisica come un’altra, simile al mangiare e al bere. Infatti senza il concorso del nostro immaginario nella costruzione dell’altro, il corpo è carne opaca, in cui non appare traccia di trascendenza, in cui è preclusa ogni fuoriuscita da noi stessi, cui invece ogni innamorato tende.

Se la costruzione riesce, se lo stato nascente fiorisce in un estasi amorosa condivisa, allora l’alterità si fa assoluto, e i luoghi e i tempi del suo incontro divengono sacri, preziosi, carichi di capacità evocative che promettono ed evocano l’eternità.

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