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Prevenzione del conflitto 9

Una seconda strategia di prevenzione del conflitto

In certe organizzazioni si può decidere di adottare una serie di strategie di punizione o di rinforzo rispetto a certi atteggiamenti che si voglia reprimere o incentivare. Anche lo sviluppo delle conflittualità e di ogni forma di pensiero divergente può essere sottoposta a questo programma di rinforzo, rendendo sempre più penalizzante e improbabile l’emergere di atteggiamenti non apprezzati dalla dirigenza.

Questo modello “repressivo” risulta efficace quando non vi sia la possibilità di discutere le scelte di qualcuno (pensiamo ad esempio alle decisioni da prendere in guerra da un comandante a fronte di un attacco nemico!) e dove ogni possibile divergenza o discussione venga sentita come una nociva perdita di tempo.

Giova però ricordare che la repressione, alla fine, ha un costo.

Reprimere semplicemente, soffocare la conflittualità non riesce ad operare un lavaggio del cervello e nel tempo, il dissenso inespresso, stratificandosi, tenderà a rafforzarsi e a riemergere, perfino tramite modalità distruttive, se non vi è mai uno spazio e un luogo per la sua espressione.