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Prevenzione del conflitto 10

Una terza strategia di prevenzione del conflitto

Si può scegliere di creare, come terza strategia, a fronte di una emergente, incontrollabile conflittualità, un luogo e un rituale entro il quale permettere agli antagonisti di esprimersi anche con forza.
In questo caso il conflitto è incanalato e controllato anche se talvolta non risulta completamente esorcizzata la sua componente distruttiva ed esplosiva.
Come esempio si può immaginare un dirigente che convochi nel suo ufficio, per un faccia a faccia, due suoi impiegati che ripetutamente si trovino in contrasto e che tendano a bloccare il lavoro in dispute e sterili rivalse.
Per percorrere questa via nella gestione dei conflitti è necessario che la leadership abbia la forza necessaria per imporre le regole che permettano allo scontro di restare nell’alveo ritualizzato destinatole.
Questo confronto, ha il pregio di spingere gli interlocutori ad una forte presa di coscienza delle proprie convinzioni ed idee, superando la facile tendenza a criticare in modo superficiale e generico e facendo assumere ad ognuno le proprie responsabilità in relazione alle scelte operate per il futuro. Può accadere che gli interlocutori si rendano conto di alcuni loro eccessi e che l’imbarazzo, provato durante il faccia a faccia, risulti un utile insegnamento. Altre volte, però, possono verificarsi eccessi durante il confronto o venir espresse valutazioni negative al limite dell’offensivo che renderanno impossibile per il futuro ogni fattiva collaborazione tra gli attori dello scontro.
È vitale che la leadership sappia valutare con precisione i rischi insiti in questa scelta e, nel caso decida per la strutturazione dello scontro, sappia adottare, per i giorni successivi, strategie idonee a ricucire lo strappo.