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Come gestire il conflitto.

Perchè le democrazie vincono le guerre contro le dittature?

La quarta via può prendere le mosse da una considerazione storica. Le dittature hanno, in genere, avuto la peggio nello scontro sia economico che militare con le democrazie. Perché? Non è semplice da comprendere se teniamo presente che le democrazie sono in genere meno feroci nelle ritorsioni sui vinti, meno rapide e meno coese nelle decisioni.
Si ritiene che ciò sia dovuto al fatto che la democrazia è una forma organizzativa della società e del consenso assai più efficace ed efficiente. È evidente infatti che molto difficilmente in una sola testa, a chiunque essa appartenga, con un mondo che procede verso una complessità crescente, può esservi una sintesi così straordinaria di conoscenze e di abiti mentali da risultare vincente contro decine, centinaia, migliaia di altre teste. L’unione fa la forza non solo in senso fisico ma anche in ambito mentale. Pensiamo alle assemblee e, nella sua forma più importante e solenne, al Parlamento entro il quale tutta la società e le sue tensioni, derivanti da interessi e da valori assai divergenti, trovano una rappresentazione ritualizzata, una “liturgia” entro la quale esprimersi, entro la quale superare le divergenze e proporre una sintesi rivedibile ma temporaneamente rispettata da tutti.
Da questo deriva che, anche nelle organizzazioni aziendali, molte volte e in molte occasioni più teste sono meglio di una. Sono infatti una ricchezza di punti di vista, di possibili approcci diversi ai problemi e di conseguenza una inesauribile ricchezza di proposte e soluzioni. Optare per una valutazione positiva e creativa delle diverse opinioni, ricentra la dinamica relazionale dal conflitto al problema e in questa ottica tutti i punti di vista concorrono e sono alleati al fini di sconfiggere l’unico nemico comune: il problema