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Omossessualità e pudore

Domanda

Sono sempre Roberta....La ringrazio per la tempestività con la quale ha risposto.Il suo consiglio è senz'altro valido ma lo stato dei fatti mi induce a pensare che sia di difficile attuazione.La confidenza che ho con il ragazzo in questione mi impedisce di ricorrere a questi "escamotages".Ho il presentimento che questo tentativo risulterebbe vano.Conoscendolo sono certa che rifiuterebbe l'aiuto di uno specialista.Credo piuttosto che la prima tappa sia quella di fare chiarezza con se stesso.Con quale coraggio posso trascinarlo da uno specialista se nemmeno lui (a quanto pare) sospetta di essere gay?Ciò che le chiedo è un consiglio "alternativo" facilmente attuabile da una ragazza di 21 anni.La rigrazio anticipatamente per il tempo che vorrà dedicarmi....A presto Roby.

Risposta

Ma vedi cara Roberta è proprio perchè molte volte non "sanno" che soffrono e proprio per questo, per far emergere ciò che talvolta nemmeno sospettano che si rende necessario l'intervento di uno specialista.
Se lui sta soffrendo il motivo per cui deve recarcisi(dal terapeuta)è questo e solo questo; se non soffre e, pur inibito, vive bene la sua dimensione, nessuno può e forse nemmeno deve spingerlo a "curarsi".
Non lasciarti prendere dalla foga terapeutica! Se poi sei così brava da fartelo amico profondamente fino a permettergli di aprirsi con te questa potrebbe già essere una stupenda forma di terapia, quella che Musatti chiamava la terapia del portinaio, ma che è certamente qualcosa di raro e di prezioso, qualcosa di cui forse tutti avremmo un pò bisogno. Ciao Massimo

nor*** - 21 anni e 10 mesi fa
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