Il calendario arabo e quello occidentale

Il calendario arabo è basato sul ciclo lunare, è formato da dodici mesi e 354 giorni. Il calendario occidentale riprende i nomi francesi dei mesi.

Il calendario arabo inizia dall’anno 622 d.C. che corrisponde all’Egira, ossia alla fuga del Profeta Maometto da La Mecca a Medina.

I dodici mesi, di 29 o 30 giorni alternati, sono i seguenti:

1. Muharram (il mese sacro)

2. Safar (il mese vuoto)

3. Rabi al-awwal (il primo mese della primavera)

4. Rabi al-akhir (il secondo mese della primavera)

5. Djumada al-awwal (il primo mese di siccità)

6. Djumada al-akhir (il secondo mese di siccità)

7. Radjab (il mese riverito)

8. Shaaban (il mese della divisione)

9. Ramadan (il mese del digiuno)

10. Shawwal (il mese della caccia)

11. Zul-qaada (il mese della pace)

12. Zul-hidja (il mese del pellegrinaggio)

Tra il calendario arabo e i calendari occidentale e persiano, c’è una differenza di dieci-dodici giorni all’anno.

Per convertire approssimativamente una data dal calendario islamico a una data del calendario cristiano, bisogna affidarsi al calcolo seguente. Si divide l’anno musulmano per 33,7. Si sottrae in seguito il risultato ottenuto dall’anno musulmano e si aggiunge 622.

Per esempio: 807 (data musulmana della morte di Tamerlano). 807:33,7=23,95. Facciamo poi 807-23,95=783,05. Aggiungiamo poi 622 e otteniamo 1405, ossia la data dell’era cristiana in cui è morto Tamerlano.

Per quanto riguarda il calendario occidentale, che viene seguito in Iran per tutte le transazioni o relazioni internazionali, ha ripreso il nome francese dei mesi, ma essi sono pronunciati all’”iraniana”, con una leggera arrotazione della “r”: janvieh, fevrieh, mars, avril, mei, juan, juyeh, ut, septambr, oktobr, novambr, desambr.

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