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Donne e letteratura in Iran

Il caso “La donna che leggeva troppo” e “Leggere Lolita a Teheran”. Di ELISA PASOTTI

L’intento di questo breve saggio è concentrarsi sul rapporto tra donne e letteratura in Iran mettendo a confronto due testi letterari che di tale rapporto si occupano; il punto interessante di questo confronto è che “La donna che leggeva troppo” è un romanzo ambientato nella Persia del XIX secolo sul nascere della fede Bahá’í mentre “Leggere Lolita a Teheran” è ambientato nell’Iran contemporaneo, in particolare nel ventennio 1979-1997, cioè dalla Rivoluzione islamica alla presidenza di Khatami.

L’autrice di “La donna che leggeva troppo”, Bahiyyih Nakhjavani[1], prende spunto da alcuni eventi realmente accaduti tra il 1847 (anno in cui il mullah Muhammad Taqi Baraghani, zio della poetessa Tahirih Qurratu’l-Ayn, muore pugnalato in una moschea della cittadina di provincia di Qazvin) e il 1896 (anno dell’assassinio di Nasiru’d-Din Shah) per intessere un romanzo che intreccia reale e fantastico. Il testo è diviso in quattro parti intitolate rispettivamente Il libro della madre, Il libro della moglie, Il libro della sorella, Il libro della figlia. Dal titolo di queste divisioni si intuisce che il punto di vista adottato per narrare le vicende vuole essere quello femminile.

Analogamente, il testo di Azar Nafisi[2] “Leggere Lolita a Teheran” è diviso in quattro parti, intitolate rispettivamente Lolita, Gatsby, James, Austen. Ogni parte, dedicata a un particolare testo della letteratura inglese o americana, è scandita non solo dall’analisi di tale testo ma dagli avvenimenti di un particolare periodo nella Repubblica islamica d’Iran: la sezione dedicata a “Lolita”, capolavoro di Nabokov, funge da cornice introduttiva; la parte relativa a “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald ha come riferimento gli anni immediatamente precedenti e successivi alla Rivoluzione islamica (1979-1980); la riflessione su Henry James ha come sfondo la guerra tra Iran e Iraq (1980-1988); infine, la parte dedicata all’analisi di Jane Austen si concentra sugli ultimi anni ’90 e sulle decisione dell’autrice di lasciare il suo Paese per gli Stati Uniti.

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