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Musica: l'Iran e le sue note in mostra a Roma

Mostra di strumenti musicali iraniani dal 5 al 20 aprile

ROMA - Tar, setar e tombak. E ancora, balaban, surna e karna. Suonano come uno scioglilingua, ma sono i nomi degli strumenti musicali iraniani, in esposizione a Roma dal 5 al 20 aprile presso il museo nazionale degli Strumenti musicali.

L’immagine di un Iran “chiuso” sfuma nelle sale del museo, tra gli oggetti provenienti dal museo della Musica di Tehran. Dagli strumenti per l’esecuzione della musica classica (tar, setar, kemantche, ney) a quelli per la musica regionale (dotar, qopuz, qeygiaq, cornamusa) fino ad alcuni tipi delle numerose percussioni dell’Iran.

Il viaggio alla scoperta dei suoni iraniani sarà accompagnato dal maestro liutaio Amir Atai, esperto costruttore di setar e kemantche, presente a Roma durante i giorni della mostra.

L’apertura dell’esposizione, inoltre, è stata inaugurata il 24 marzo da un concerto del gruppo musicale iraniano Ensemble Hamdel.

L’iniziativa, a cura dell’architetto Antonio Bianchini, è stata realizzata in collaborazione con l’istituto culturale dell’ambasciata iraniana dal museo nazionale degli Strumenti musicali di Roma.

Anche se non investito direttamente dalle rotte turistiche della Capitale, il museo rappresenta uno dei numerosi siti di rilevante interesse artistico nella Capitale. Racchiuso tra le Mura Aureliane, l’anfiteatro Castrense e la basilica costantiniana di Santa Croce in Gerusalemme, offre ai visitatori una vasta collezione di pezzi unici, dall’arpa Barberini, disegnata da Gian Lorenzo Bernini, al primo pianoforte di Bartolomeo Cristofori.

Letto su Redazione Italiana dell’I.R.I.B.