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Svizzera-Iran: Calmy-Rey ribatte alle critiche

La ministra degli affari esteri svizzera ribatte alle critiche mossele a proposito della sua recente visita a Tehran

Berna - La consigliera federale Micheline Calmy-Rey rigetta le critiche che le sono state rivolte per il suo recente viaggio in Iran, nega di essersi fatta strumentalizzare dal regime di Teheran e dalle colonne della “NZZ am Sonntag” fa sapere: la visita “l’ho fatta e la rifarei”.

“Occorreva andare a Teheran per entrare in dialogo; ho difeso la nostra concezione dei diritti umani in un faccia a faccia con il presidente (Ahmadinejad), il ministro iraniano degli esteri e nelle conferenze stampa”, ha spiegato Calmy-Rey in una presa di posizione inviata al domenicale.

“Ho detto che le punizioni fisiche, le amputazioni, la lapidazione non sono cose accettabile, ha precisato la ministra elvetica, rivelando che il colloquio con Ahmadinejad le ha permesso di dire che “voler cancellare Israele dalla carta geografica è ineccattabile”.

Il viaggio della consigliera federale ha suscitato critiche anche in Svizzera, a causa del velo sul capo esibito dalla ministra elvetica nell’incotrno con il presidente iraniano. Tornando a casa ha dichiarato di essersi semplicemente attenuta al rispetto dei “costumi locali”.

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