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L'Iran e le sanzioni, a due mesi dall'ultima risoluzione Onu

Opinioni contrastanti sull'effetto del regime sanzionatorio imposto dalla comunita' internazionale sul regime di Teheran. E' possibile un blocco totale dell'economia iraniana? di Claudia Castiglione

Teheran, 13 mag.- La scorsa settimana, nel relativo silenzio della stampa italiana, l’Unione Europea ha deciso di varare nuove sanzioni aggiuntive rispetto a quelle dell’Onu nei confronti dell’Iran. A mettere a punto il testo finale è stato il comitato tecnico che si occupa delle relazioni esterne dell’Ue, il Relex, in seguito alle intese raggiunte nell’ambito del Comitato Politico e di Sicurezza a livello di ambasciatori.

L’intesa, che verrà ufficializzata nella terza settimana di maggio, durante la riunione del Coreper, segue una consuetudine consolidata nell’ultimo anno e mezzo in base alla quale l’Europa, su sollecitazione degli Stati Uniti, ad ogni ondata di sanzioni dell’Onu ha approvato una lista aggiuntiva di persone o istituzioni finanziarie iraniane da sottoporre ai provvedimenti stabiliti in sede di Consiglio di Sicurezza non sottoposte al veto e quindi alle limitazioni di Cina e Russia.

Si stringe dunque ancora una volta, dopo le tre sanzioni del Consiglio di Sicurezza (l’ultima emanata all’inizio dello scorso marzo), la morsa sull’economia iraniana. Ne deriva l’importanza di un bilancio di questo strumento di pressione internazionale che tanto ha fatto discutere in passato (vedi il caso dell’Iraq prima della guerra del 2003), non solo per l’opinabile capacità di una tale misura di indurre il regime che ne è oggetto alla moderazione, ma anche per i sistemi più o meno leciti di bypassare il loro effetto.

Il caso iraniano non si sottrae da questo tipo di dibattito e i resoconti contraddittori sull’impatto delle sanzioni sull’economia della Repubblica Islamica che provengono dalle autorità di Teheran non fanno che incrementare i dubbi e le opinioni divergenti. Da un lato sono ormai molte le figure di spicco dell’establishment iraniano a evidenziare l’impatto gravoso che le restrizioni al commercio e alle attività finanziarie stanno avendo sui rapporti economici della Repubblica Islamica.

È infatti proprio uno dei personaggi usciti vincitori dalle ultime consultazioni elettorali di marzo, Ali Larijani, a mettere l’accento sulla gravità delle misure adottate dalla comunità internazionale. Secondo il politico iraniano, la crescente inflazione, la disoccupazione che non accenna a diminuire e l’alto costo della vita sarebbero tutte conseguenze delle sanzioni che, senza raggiungere l’effetto di regime change, di rovesciamento del regime, sperato dall’Occidente, stanno seriamente colpendo gli interessi di Teheran.

Letto su La Voce

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