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La Pupilla, buco nero del nostro microcosmo

E’ da quel buco nero nel centro dell’iride, che studiosi della materia iridologica scoprirono un metodo diagnostico per il controllo della nostra salute

E’ merito di un ricercatore italiano, Siegfried Rizzi, che per primo creò le basi di studio della struttura del bordo che circonda la pupilla, chiamato orlo pupillare interno, che ha una particolare conformazione morfologica. Alcuni suoi allievi, dopo la sua morte (1987), continuarono le ricerche, specialmente il dott. V. Di Spazio scopri valide correlazioni e dimostrò che per una corretta indagine diagnostica iridea, si doveva iniziare con l’esame della pupilla, ovvero dal suo orlo pupillare interno (OPI). Detto orlo ha una specifica conformazione strutturale che il dott. Di Spazio suddivise in quattro tipologie come qui sotto raffigurate

____ Opi ipertofico ____ _____ Opi ipotrofico _______

___ Opi parz.ipotrofico _ _______ Opi atrofico ______

Il dott. Di Spazio approfondì ulteriormente questi studi evidenziando le caratteristiche morfologiche di questo orletto o bordo pupillare (OPI). Sono delle piccole strutture con delle specifiche conformazioni morfologiche e li chiamò: OPIONI. Rappresentano le unità morfologiche elementari dell’orlo pupillare interno e sono riconoscibili soltanto a forte ingrandimento (almeno 32x), come qui sotto illustrato.

Dimostrò inoltre la correlazione che esiste tra la struttura composta dagli opioni che si trovano sull’orlo pupillare e la sua funzione di memoria genetica. Questa memoria genetica esprime in maniera intellegibile le sue informazioni morfocromatiche rendendo trasparente le tendenze fisiopatologiche di ciascun individuo. E’ quanto scriveva il dott. Di Spazio nel 1978.

Care amiche e cari amici, vi mostro alcune di queste microstrutture chiamate OPIONI. Tutte le immagini qui esposte sono state da me realizzate con particolari accorgimenti tecnici: © Nino Sala 2003.



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