Questo sito contribuisce alla audience di

Il popolino delle Partite IVA

Nel paese degli evasori andiamo a verificare quanto può evadere un "novello imprenditore"



Carissimi, avete mai pensato che se tutti pagassero le tasse dovute questo paese andrebbe meglio?
E mentre vi si avvelenava il sangue a questo pensiero, non pensavate anche che, a dover pagare le tasse, dovrebbe essere quel celebre “popolo delle partite IVA” al quale sempre attribuiamo la gran parte dell’evasione fiscale in Italia?

Ebbene, io confesso di essere caduto in questi ragionamenti spesso e volentieri. Sino a quando poi, sulla mia pelle, ho scoperto che all’interno del grande “popolo delle P.I.” esiste un popolino, miserrimo, sfortunato, con tanta buona volontà ma ancor più castigato e sfruttato del ben più celebre e politicamente menzionato “popolo dei co.co.co, co.co.pro. ecc.”

Insomma, sappiate che non tutte le P.I. sono imprenditori e commercianti che evadono tasse e e sfruttano invece le tasse che pagano i dipendenti (stipendiati con busta paga comprensiva di trattenute alla fonte) …
Ho scoperto, haimè, che aprire una P.I. è la cosa più costosa e imprudente che possa fare un giovane con una buona idea imprenditoriale in testa.
Se vi venisse una idea imprenditoriale, raccomenaderei a tutti, riflettete molto bene prima di passare all’ufficio IVA o alla camera di commercio: le idee imprenditoriali, in questo paese, possono anche non valere nulla, ma di certo costano parecchio!
Io ho provato sia “l’esperienza della scrivania” che anche quella del “libero professionista” e devo dire che, senza ombra di dubbio, questo paese è impostato per produrre evasori, per allevare imprenditori furbastri, per selezionare professionsiti dei raggiri fiscali ……….. : l’unico modo per sopravvivere alle tasse e alle richieste di soldi di enti, istituti, camere, stanze, uffici, organismi statali, ecc. ecc. è quello di - tenetevi tutti - EVADERE, o meglio, AGGIRARE, ELUDERE, CONFONDERE, FUGGIRE i contributi e le imposte dovute.
Per carità, non prendetemi per Berlusconi! Ci sono evasori spudorati, personaggi che gudagnano come aziende intere e il loro obiettivo fisso rimane guadagnare sempre e ancora di più, non importa il modo. Sono le vergognose degenerazioni umane, d’altra parte chi non ha idee deve trovare scopi per cui vivere, ed il denaro sembra essere per tanti un mezzo buono per arrichirsi la vita di senso.
Tuttavia, tra i tanti “furbetti” dell’evasione, esiste anche un popolino poverello di cui in pochissimi parlano (qualche volta ne accenna quel buon Bersani): si tratta del “popolino delle partite iva”, coloro che pensano di iniziare una attività imprenditoriale e si ritrovano, dopo qualche mese, ad aver fatturato (guadagnato) magari 12-13 mila Euro e a questi devono sottrarne altrettanti o persino di più di tasse e contributi e impste e rate di ogni genere e sorta.
Ma come! Eccheccazzo! Ma che razza di presa in giro è? Può capitare il caso che un disgraziato apra la partita IVA, si ammali o abbia qualche imprevisto e, dopo un anno, non avendo fatturato NULLA e guadagnato NULLA, si ritrovi a pagare la bellezza di 4-5.000 Euro di contributi DOVUTI per stato, INPS, CCIA, ecc. ecc.
L’idea imprednitoriale era buona, anzi rimane buona, ma ha bisogno di tempo e di tranquillità per svilupparsi come si deve, e per darle il tempo di cui ha bisogno per produrre, c’è bisogno, dico io, di un’altra idea, una idea che possa slegare la prima idea dai vincoli fiscali e burocratici di questo paese: come fare allora?
Molti si affidano all’idea geniale del cosiddetto “uomo in nero”: agite come se non esistesse uno stato, vedrete che lo stato non se ne accorgerà.