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Non siamo giornalisti, ma graffiamo di più ..... se vogliamo

Le guide alla guida ....... di una rivolta!

ordine dei giornalisti Cari lettori,
chi scrive - lo saprete - non è un giornalista, ovvero non è iscritto all’albo dei giornalisti e non ha alcun contratto di lavoro o di collaborazione con qualsiasi tipologia di testata o di editore. E ciò che vale per me, credo valga anche per la stragrande maggioranza delle “guide” di DADA: siamo tutti appassionati, studiosi, esperti, amatori, ecc. ecc. delle discipline o materie sulle quali scriviamo. Ovviamente, da parte di DADA una selezione c’è stata, e forse - oso dire - anche una selezione più seria e intelligente di quella attuata da molti editori (ma questa è solo una opinione personale), tuttavia noi guide non siamo giornalisti, e il nostro lavoro, secondo le leggi e le direttive di stato e associazioni di categoria, non vale letteralmente nulla: io sospetto (e qualche guida mi venga in aiuto se la pensa come me) che ci siano guide che vengono persino “scopiazzate” da giornalisti “veri”, ma non credo esista una sola guida che sia mai stata contattata da editori di sorta per una proposta di lavoro come giornalista o opinionista, eppure badate bene che esistono guide che hanno “audiance” spettacolari -E REALI, VERAMENTE MISURATE! - che alcuni quotidiani in edicola non hanno mai potuto nemmeno sognarsi.

Ma questa è solo una polemica introduttiva, quello che vorrei fare qui è un appello, un appello a tutte le guide: siamo tanti, siamo per lo più capaci e, ciò che forse più conta, entusiasti ed appassionati, non siamo oppressi da nessun editore che ci “regala una pagnotta succulenta” (lo stipendio minimo di un giornalista dipendente parte da 2000 Euro netti, per quello che mi risulta), e per questo, io ritengo, VALIAMO DI PIU’, checchenedicano associazioni di categoria, editori e albi di sorta. Siamo più liberi e in qualche caso anche più preparati, sriviamo di cose che viviamo (mentre i giornalisti, sebbene più informati e con più strumenti e tempo, per lo più scrivono delle vite, dei mestieri e delle vicende degli altri!).
Insomma, perchè non unirci e autoproclamare la nostra importanza?
Con questo appello invito tutte le guide a scrivere a loro volta un articolo come questo, sottolieneando la fatica di ciascuno per tenere aggiornata e interessante la propria rubrica su DADA; mi piacerebbe che tutti noi mostrassimo la nostra forza e il nostro valore, e mi aspetto anche, dalle guide che ho imparato a conoscere, qualche profonda e acuta critica di quanto io ho scritto.

C’è poco da fare, care guide, viviamo in un paese in cui, per essere riconosciuti, occorre unirsi e farsi sentire, far capire che si è un corpo e che si hanno voti da distribuire …………. io non dico uniamoci, bensì suggerisco di “frequentarci” e di sostenerci l’un l’altro nel proclamare l’impegno e l’importanza del nostro “lavoro”, che in realtà per noi è un hobby che però può procurare più fastidi di quanto riesca - e voglia - procurarne un cosiddetto professionista del giornalismo.
Vi aspetto
Asmodeo

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