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Gli italiani nel mondo: qualche esempio pratico.

Gli effetti della piu' che secolare emigrazione dal Belpaese: a volte ritornano.

Come sono gli italiani oltreconfine (e oltrecortina, visto che scrivo questo da Mosca)? Con la primavera compaiono storme allegre di turisti, dagli zainetti inconfondibili, gli occhiali da sole e il naso insu’, un passo piu’ distratto degli altri e la voce un tantino piu’ alta. Poi ci sono gli eterni dongiovanni (gli italiani sono esterofili si sa) con gli occhiali da sole. E infine ci sono gli Italians. Voglio dire, proprio quelli con la esse in fondo, che parlano un italiano incerto, talvolta camminano appoggiandosi sui fianchi come all’OK Corral e hanno sorrisi da italiano vero cotugnamente parlando.

Insegnare italiano in una scuola internazionale e’ un’esperienza senza dubbio interessante. Non solo per l’eterogeneita’ dell’ambiente, ma proprio per la riscoperta della lingua madre attraverso l’amore e la passione che ci mettono i tuoi studenti. E vieni subito piacevolmente etichettata come l’italiana. Questo costituisce un polo d’attrazione per chi, intorno a te, conserva gelosamente radici che vanno dalle Alpi… a Lampedusa. All’inizio mi sentivo un po’ sola nella Teachers’ Room in mezzo a inglesi che piu’ inglesi non si puo’ e americani che fanno proprio gli americani. Poi’ e’ arrivato il mio collega italoegiziano e allora il nostro angolino fra il bollitore, il microonde e il computer (chi meglio di noi?) si e’ animato. Si sono avvicinati l’americana col padre calabrese, l’inglese con la nonna di Pesaro stufa della nebbia, lo scozzese che parla italiano in punta di forchetta e perfino la Gran Capa, una francese di Londra, che parla con l’accento de Roma e l’erre parigina. E nei caffe’ d’epoca del centro puoi incontrare il legale britannico che ha studiato a Bologna, e italiani di varie mescolanze.

Cosi’ in certe serate, oppure nelle ore morte degli intervalli tra le varie lezioni, l’italiano ha avuto il suo momento di gloria come lingua di comunicazione. E’ una cosa che mi stupisce ancora e questo deve far riflettere. Siamo ancora legati a una visione molto provinciale della nostra lingua e della nostra cultura?
E preparando tazze di caffe’ si puo’ persino tentare una piccola lezione di etichetta. Zucchero, latte, grazie, prego: siamo a buon punto. Con cucchiaino ci sono ancora difficolta’…

Certo e’ un italiano a volte buffo, un po’ spurio, intrecciato con costruzioni spagnoleggianti e anglismi. Pero’ aldila’ della sua efficacia comunicativa e’ anche segno di testimonianza, ricostruisce le storie di chi e’ emigrato per lavoro, per amore, per caso ed e’ una delle basi, uno dei motivi per cui l’italiano sta tornando di moda… Una buona semina, aldila’ di tutto…

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