Questo sito contribuisce alla audience di

Regole per le parole straniere nella lingua italiana

Le parole straniere della lingua italiana e nella lingua italiana: suggerimenti per il loro uso (e non abuso) e regole di scrittura, in collaborazione con Bianca Cammino, guida di Tesi di Laurea.

L’italiano, ma questo è un processo comune a tutte le lingue, accoglie continuamente, e da sempre, parole straniere, che vengono o totalmente assimilate e rese quasi irriconoscibili nel tempo, oppure semplicemente accettate perché d’uso. Le pubblicazioni scientifiche (tesi, relazioni, pubblicazioni e, tanto per cominciare, abstract,) comportano in genere un uso abbastanza frequente di parole straniere: basti pensare alle citazioni, ai nomi degli autori, a termini tecnici, titoli e riferimenti. Inoltre il dilagare dell’inglese, sopratutto per alcuni argomenti, impone un controllo continuo sulle parole da usare. Quindi nella stesura dei nostri testi, per il rigore formale che è importante e complementare nella presentazione del contenuto, il problema delle parole straniere non è banale.

Spulciando nel mondo di Internet, e non solo, ho raccolto alcuni suggerimenti per aiutarvi a risolvere il problema “parole straniere si, parole straniere no, e come le scrivo?”
Ecco un piccolo schema per un possibile orientamento.

Citazioni:
una citazione può essere fatta sia nella lingua originale (con traduzione in nota), sia in traduzione (con testo originale in nota). La prima soluzione è propria dei testi letterari, la seconda è adatta in tutti gli altri casi, soprattutto nella letteratura scientifica.

Autore:indicare il nome personale per esteso e sempre nella lingua originale. Nella bibliografia finale il cognome deve precedere il nome, separato da una virgola. Nel corso del testo e nelle note è invece meglio il contrario.

PAROLE STRANIERE:evitare il plurale, a meno che non siano entrate nella nostra lingua proprio al plurale, come nel caso dei jeans.
Per quanto riguarda il genere, questo non cambia rispetto alla lingua d’origine, quindi si deve dire il soufflé o il gazpacho. Per le lingue che hanno anche il genere neutro - il latino, il tedesco, il russo - questo diventa maschile in italiano.
L’inglese fa eccezione, perché persone o animali mantengono il loro genere mentre le cose si accordano con le corrispondenti parole italiane, come il weekend o l’authority.

Lo stile delle parole straniere, corsivo o virgolette? Se le parole straniere sono entrate stabilmente nella lingua italiana, non si sottolineano con uno stile particolare. Lo stesso vale per termini specialistici usati in un contesto specialistico. Negli altri casi si usa il corsivo, mai le virgolette. Le virgolette vanno usate solo per citazioni letterali o per evidenziare una parola nel momento in cui la si spiega o la si definisce.

Un altro uso che deriva dall’abuso dell’inglese è l’abbondanza di maiuscole, ma nella nostra lingua solo i nomi propri vogliono l’iniziale maiuscola. Anche l’abuso del corsivo, che l’italiano poco riconosce, deriva dal corsivo enfatico inglese, che guida la lettura ad alta voce in testi o parole con particolare intonazione.

Qui per lo stile
e consigli utili per la traslitterazione, compreso i link per l’alfabeto cinese: http://mondodomani.org/mneme/gms.htm
uso del dizionario
Bianca
Mestierediscrivere.com

Rimangono due link da recensire:

Consigli pratici per chi affronta la scrittura, specie per chi lavora su Internet, e riscoprire il rigore formale dell’italiano.

Lo stile di una pubblicazione, e tuttel le problematiche legate all’uso di parole e nomi stranieri, con link utili per la traslitterazione da alfabeti non latini.

Ultimi interventi

Vedi tutti