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Dove ci portano le parole: se dico "fantasy"...

Resoconto della conferenza tenuta da Roberto Di Scala, grande esperto di Tolkien e dintorni.

Il genere fantasy presenta un primo problema circa la sua definizione. Cosa si deve intendere con fantasy? Quali tipi di opere possono farne parte, e quali altre ne vanno escluse?

Il termine inglese è stato spesso utilizzato per indicare tutta la letteratura fantastica, e altre volte in riferimento al genere isolato. Usato in questa accezione a partire dagli anni 50-60,  entrato in italiano all’incirca nel 1981. Registrato dai dizionari come genere letterario che tratta di universi immaginari di stampo medievale in cui operano il sovrannaturale e la magia, in realtà il termine è applicabile a opere in prosa che abbiano le seguenti caratteristiche:
- siano ambientate in mondi secondari, cioè immaginari, con regole interne ben precise e sempre rispettate
- presentino forze magiche e sovrannaturali che operano al loro interno
- possiedano uno stile elevato e un linguaggio alto, a volte arcaicizzante
- affrontino il tema della ricerca (la quest) di un oggetto e presentino la lotta tra il Bene e il Male

La fantasy si pu˜ dividere a grandi linee tra alta”e bassa. Con fantasy alta si intendono opere che rispondono in pieno alle caratteristiche di cui sopra. La fantasy bassa è invece caratterizzata da situazioni ripetitive ed eroi stereotipati, ed è narrata con uno stile non ricercato e con un linguaggio di più facile fruibilità.

Per quanto riguarda la storia del genere, si può dire che la fantasy nasce nell’Inghilterra vittoriana, in reazione alle norme del realismo di un’epoca in cui il rigore scientifico era molto sentito. In quegli anni fiorirono le scoperte archeologiche che portarono alla decifrazione della scrittura cuneiforme che permise, a sua volta, la lettura dell’epopea di Gilgamesh, incisa su tavolette ritrovate nella biblioteca di Ninive. In Germania, nel frattempo, i fratelli Grimm avevano dato forma concreta al corpus di fiabe tedesche, sulla scia della riscoperta romantica delle tradizioni nazionali, mentre uno dei fratelli, Jakob, pose le basi per la filologia intesa come scienza.

In Inghilterra soprattutto, dove mancava una vera e propria tradizione mitologica nazionale, il tutto diede nuovo vigore all’interesse per il passato medievale (il vero passato inglese). Assieme al revival gotico in architettura e nel campo artistico in generale, si proposero all’attenzione del pubblico opere della tradizione epica nordica in traduzione inglese. Tra i fautori di questo movimento letterario ci fu William Morris, uno dei primi scrittori fantasy assieme a George MacDonald. MacDonald fu anche il primo a proporre una definizione precisa del genere, parlando di mondi secondari con regole interne da rispettare (fine del diciannovesimo secolo).
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