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Giallo: un'esclusiva italiana

Questa volta é la vostra guida a cimentarsi con il giallo: da lettrice e curiosa diventa un'investigatrice professionista per accompagnarvi negli enigmi di uno dei generi più amati. E scoprire tutte le sfumature del giallo!

Abbiamo associato questi interventi sui generi letterari alla storia delle parole, e in effetti questo solare aggettivo solo in italiano sta a indicare quello che nel mondo è il detective novel per eccellenza (il roman policier francese, il detektivnyj in russo e via dicendo), senza dimenticare la grande tradizione di racconti gialli. Perché?
Il merito è senza dubbio della casa editrice Mondadori, che ha introdotto il genere in Italia con l’avvio della collana Gialli Mondadori nel 1929 (Agatha Christie, Van Dine e Stevenson con Dr.Jekyll e Mr.Hyde). Curioso è però notare che l’associazione giallo-detective c’è già in Conan Doyle (riferimento a uno yellow backed novel in un racconto del 1891-92) e nel poeta Robert Browning , che raccontando i particolari di un processo per omicidio avvenuto a Roma nel 1698 fa esplicito riferimento a un old yellow book. Simenon invece con il suo Maigret esce in Italia per i Libri Neri, sempre di Mondadori. Si, in Francia preferiscono il nero come colore per il giallo!

Se vogliamo rimanere nell’ambito di schematizzazioni che aiutino l’orientamento del lettore (abbiamo iniziato questi interventi immaginando il potenziale lettore che entra nella libreria con gli scaffali ordinatamente divisi in settori), dobbiamo allora dare un inizio a questo popolarissimo genere letterario. Quando nasce il giallo, e dove?

E’ universalmente accettato che l’iniziatore sia stato quel genio indiscusso di Edgar Allan Poe, con la raccolta di racconti The murders of Rue Morgue (1841) e l’apparizione del primo investigatore codificato della storia, cioè Monsieur Dupin. Ma è solo nel 1928 che esce a cura del giallista americano Van Dine una celebre serie di regole per la “scrittura” e il riconoscimento del genere: Twenty Rules for Writing Detective Stories, prese in considerazione anche da Todorov nel suo studio sulla Tipologia del romanzo poliziesco. Le regole caratterizzano quello che definisco il giallo di genere anglosassone, dove la passione per l’intreccio, e la sfida all’intelligenza del lettore prevalgono sull’approfondimento psicologico e sull’ambiente. Quello che invece caratterizza il giallo all’europea, primo fra tutti i romanzi di Simenon. Infatti, se le geniali invenzioni di Agatha Christie possono svolgersi dovunque nel mondo, riuscireste ad immaginare le brumose atmosfere di Maigret sul Nilo?

Lo schema di Van Dine aiuta comunque a riconoscere le caratteristiche del giallo: un delitto, un investigatore ben caratterizzato (pensate all’iconografia di Sherlock Holmes o alle manie di Poirot), una cerchia di colpevoli che appartengano all’ambito privato della vittima, un disvelamento finale, una punizione più o meno esemplare. Sequenza logica degli eventi, serie di indizi da disseminare lungo il romanzo, prevalenza del dialogo (molti gialli hanno la fulminea intensità di un canovaccio teatrale). I primi classici della storia della letteratura potrebbero essere individuati in Edipo investigatore suo malgrado o nel profeta Daniele che nella Bibbia scopre l’inghippo dei giudici ai danni della virtuosa Susanna. E il suo interrogatorio potrebbe essere il primo esempio di contraddittorio della storia!

Qualsiasi trasgressione o allargamento dello schema proposto da Van Dine provoca una produzione di varianti o sottogeneri davvero notevole. Così si va dalla spy-story, al thriller, al giallo hard-boiled (certi investigatori americani cinici e duri come uova sode strabollite), al giallorosa, al noir truculento, al giallo di ambiente legale, al giallo storico, ai detective che vengono dal clero. Ma rimane la categoria classica, quella del whodunnit, cioè “chi è stato”? (who has done it): risposta indispensabile per le opere anglosassoni con morale finale.

Ma il giallo non è solo questo, perché l’evoluzione e la diffusione del genere ha portato alla scrittura di romanzi di altro spessore, che non si limitano alla risoluzione di un delitto, ma aprono diverse prospettive e sviluppano ulteriori inchieste.
Del resto, qual è l’ingrediente principale del giallo? Sicuramente l’esasperazione della componente suspense, che è alla base del piacere del narrare. Dalla Poetica di Aristotele che scandaglia gli elementi della tragedia fino alla riscossa del giallo scritto da grandi autori. Il meccanismo investigativo smontato e ridotto all’essenziale: rubando le parole di un’intervista di Camilleri: “la struttura ripetitiva del giallo é l’omicidio…in fondo un atto innaturale di cui bisogna scoprire le ragioni naturali, da cui comincia lo scavo della natura umana.” Con una differenza fondamentale rispetto alla tradizione anglosassone, non sempre la verità coincide con la giustizia.continua

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