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Giallo italiano e dintorni

La vostra guida restringe la sua indagine e scopre che l'Italia é una delle patrie del giallo europeo.

precedenteSicuramente l’evoluzione del giallo italiano è indicativa di una svolta dell’intero genere, soprattutto a livello europeo. Gli autori italiani compaiono quasi contemporaneamente all’esordio di Mondadori, e precisamente con la collana dei Supergialli, una serie di almanacchi che avevano uscite annuali, parallele all’altra collana. Del 1936 é il romanzo Il terzo sparo di O.Stefani, nel 1940 escono D’Errico e Scerbanenco. I loro libri rappresentano storie rappresentative dell’ambiente descritto: è una Milano minima e disperata quella di Scerbanenco, con personaggi ben caratterizzati a livello psicologico e curati sin nel linguaggio. Nel 1941 il Minculpop emana una legge che proibisce la pubblicazione di libri di delitti, anche se si trova una scappatoia, e cioé farli uscire in altre collane. Nel 1943 si arriva addirittura al rogo dei gialli, e solo dopo la guerra riprendono lentamente le pubblicazioni ed altre case editrici si associano alla Mondadori (Garzanti pubblica Conan Doyle).

Ma è il 1957 che diventa un anno cruciale, con l’uscita di Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana di Gadda. La novità del libro sta nella ricerca ambientale, linguistica e, fondamentale, nel non fornire una soluzione. La grande letteratura che entra nel giallo oppure comincia a cadere lo stereotipo di una paraletteratura, di una letteratura di serie B?

Dopo Gadda, grandi scrittori come Eco, Sciascia, Tabucchi hanno usato il meccanismo del giallo e della suspense per le loro trame. Opere di denuncia, di analisi storica, di ricerca. E gli anni ’80-’90 hanno regalato i libri di Maurensig, Ongaro, Vassalli. Originali i nostri autori? Be’, a ben vedere tutto questo lo aveva già fatto Dostoevskij con Delitto e Castigo. Un giallo per scandagliare i misteri dell’animo umano…E contemporaneo di Gadda è Dürrenmatt che contesta i meccanismi “perfetti” del giallo, perché nella realtà il razionale non prevale affatto sul caso, almeno non fatalmente.

E Paul Auster, lo scrittore della fortunata New York Trilogy conferma che il giallo rappresenta un meccanismo cnoscitivo di dare un senso alla struttura pluricentrica del reale. L’investigatore privato, il private-eye della lingua inglese, offre una triplice chiave di lettura, un gioco di parole: eye si pronuncia ai, cioé la i di inspector, la I di io oppure eye come occhio del detective, in cui il lettore si identifica per chiedere al mondo di svelarsi a lui.

I lettori infine: il genere “tira” e in Italia ormai sono molti gli autori amati e riconosciuti, da Lucarelli a Carlotto, Pinketts, Fois e gli altri, tutti un po’ figli e figliastri di Camilleri. Einaudi ha lanciato la collana Noir, dove molti di loro sono ospitati. Del resto il geniale e innovativo Pennac, che scrive gialli sui generis per raccontare una saporosa e multietnica Parigi così lontana dalla patinata Ville Lumière, in Francia è pubblicato proprio in una collana dedicata ai gialli.

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