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Parolacce e insulti

Le brutte parole, quelle volgari, oscene, proibite, i tabù - ma lo sono ancora? Dopo la trasgressione linguistica degli anni '60 impressionano ancora le parolacce? Intervento a cura di Zsuzsa, ex-guida di SuperEva per Lingue e Dialetti.

Il parlare sporco una volta caratterizzava certi gruppi, faceva parte del linguaggio giovanile, significava rivolta, rifiuto di regole e consuetudini. Le mamme e le maestre facevano sciacquare con del sapone la bocca dei bambini che dicevano parolacce.

Oggi non ci si scandalizza più. Le parolacce sono presenti nei media, li sentiamo in TV, li leggiamo nei giornali, e ovviamente anche nella Rete.

Ora lasciamo a parte ogni giudizio sull’opportunità o meno dell’uso delle parolacce, e concentriamoci sul nostro argomento principale: lingue e dialetti.

Chi impara una lingua nuova e si avventura per la prima volta nel paese straniero, incontrerà anche le parolacce. E, se la sua preparazione è meramente scolastica, non le riconoscerà nemmeno. Invece a volte è bene capire quello che si sente dire dagli indigeni, anche se si tratta di termini volgari. Naturalmente l’utilizzo attivo di essi forse è sconsigliato per i principianti ai quali potrebbero sfuggire alcune sfumature!

Per l’italiano e per i dialetti d’Italia il discorso è lo stesso: anche per chi non tollera le parolacce vale il detto se lo conosci lo eviti!

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