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A Carnevale ogni scherzo vale?

Come si festeggia il Carnevale in Italia, quali sono le sue origini, i suoi "segni, le sue tradizioni.

Carnevale, tempo di coriandoli, stelle filanti, carri allegorici e maschere! L’Italia é uno dei paesi più festaioli e davvero in questi giorni dalle Alpi a Lampedusa é tutto un tripudio per grandi e piccini. Il Carnevale, periodo di frizzi e lazzi che precede la penitenza della Quaresima, ha in realtà tradizioni precristiane. In tutte le culture si va incontro gioiosi ai primi sintomi della primavera (potete leggervi a questo proposito il mio intervento sul Carnevale russo, la Maslenitza), accompagnati non solo da recite, balli e canti, ma anche dalle gioie della tavola.

Il nome Carnevale é invece legato alla Quaresima perché deriva da carne levare, con riferimento al digiuno prepasquale. Una variante più antica di questa parola é Carnasciale, cioé carne lasciare. L’aggettivo carnascialesco, che definisce anche un tipo di composizione letteraria, ha un forte valore simbolico, quello del rovesciamento, della deformazione della realtà, e quindi della voglia di mascherarsi.

La maschera, presente in tutte le culture, dal teatro giapponese, a riti tribali di tutti i tempi, vede il suo trionfo e la sua tipizzazione con le maschere della Commedia dell’Arte. L’etimologia della parola italiana é incerta, in quanto si presume derivi dal tardo latino maska, che vuol dire “strega”. C’é qualcosa di misterioso nell’indossare panni altrui, nel dipingersi il viso e cercare altre fattezze. Voglia di giocare, nascondersi ma anche di sfuggire la realtà. Le maschere sono diventate in seguito degli stereotipi sociali, delle mode, degli spunti per il look quotidiano. Le sfilate carnevalesche diventano occasioni d’incontro, di festa di piazza, ma anche palcoscenico di trovate satiriche, arte raffinata e riscoperta delle tradizioni popolari.

Quanti sono allora i Carnevali italiani? Tutta la penisola offre ritrovi per grandi e piccini, per rallegrare questo spicchio di inverno morente. Protagonisti sono i bambini ma anche i grandi trovano un facile alibi nel travestimento per riscoprire la voglia di scherzare. D’altra parte a carnevale ogni scherzo vale e il minimo é ritrovarsi la bocca piena di coriandoli!
Oggi é un po’ fastidioso masticare carta, ma un tempo era molto più piacevole perché si lanciavano confetti al seme di coriandolo (deformazione di coriandro, dal latino coriandrum, e questi confetti hanno dato il nome ai dischetti di carta colorata).

Ma il Carnevale offre altre occasioni mangerecce: é il trionfo dei dolci fritti, ricette popolari semplici e gustose, che con poche varianti possiamo ritrovare in tutta Italia con nomi diversi. Le frappe, sfrappole, bugie, cenci, lattughe, galani, crostoli. E, a casa mia, sogni. Si tratta di un impasto di farina, uova e burro tagliato a strisce fritte poi nello strutto e spolverate di zucchero a velo. Ma anche le frittelle conoscono il loro momento di gloria. E’ il profumo di questi giorni.

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