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Storia dell'Otto marzo

Ogni anno, al fiorir delle mimose, le donne si festeggiano. Ha ancora senso l'8 marzo nel 2002? Tra spot, SMS a forma di mimosa, ristoranti pieni di donne e belloni che si spogliano?

Nei miei ricordi spesso l’8 marzo é una giornata allegra, con il sapore della primavera, colorata di fiori. Tutte le lotte per l’emancipazione femminile, a cui la festa si ispira, sembrano lontane, scontate. Forse l’otto marzo italiano viene triturato nella commercializzazione di massa che inghiotte Natale, San Valentino e quant’altro. Ma le donne afghane, o le donne minacciate di lapidazione in Sudan e in Nigeria riportano alla mente quello che c’é dietro questa festa, stabilita nel lontano 1910 a Copenhagen dalla Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste per chiedere parità di trattamento rispetto agli uomini, cominciando dal diritto di voto (ricordo che in Italia le donne votano solo dal 1946).

Perché l’8 marzo?

Probabilmente la scelta di questa data risale all’8 marzo 1848, quando le lavoratrici dell’industria dell’abbigliamento di New York proclamarono uno sciopero cui parteciparono trentamila donne, la più gigantesca manifestazione femminile che si fosse mai avuta negli Stati Uniti. Ma sulla scelta della data vennero fuori leggende dal sapore tragico:

Il 7 marzo 1952 il settimanale bolognese La Lotta scrive che l’8 marzo vuol ricordare l’episodio dell’incendio scoppiato quel giorno in una fabbrica tessile di New York in cui morirono, chiuse dentro dall’interno per volere del padrone, perché minacciavano di scioperare, 129 giovani operaie.
il Secolo XIX di Genova nel 1978 riporta l’episodio come avvenuto a Chicago in una filanda. La Repubblica nel 1980 parla di un incendio a Boston, datato 1898. Stampa Sera nel 1981 situa l’incendio ai primi del ‘900, in un luogo imprecisato degli Stati Uniti. Lo stesso anno L’Avvenire parla di 19 operaie morte. Noi Donne nel 1982 parla di Boston e di 19 operaie morte; anno 1908, stesso anno e stesso numero di vittime nel sito SpazioDonna, la città è però Cotton.

Sul sito Internet della Città di Bari viene descritto un incendio scoppiato il 25 marzo 1911 negli ultimi tre piani dell’Asch Building a Manhattan, dove delle operaie confezionavano camicette. Quando il tragico rogo fu domato si contarono 146 vittime, di cui la stragrande maggioranza donne, quasi tutte di nazionalità italiana o di origine ebraica. New York rimase sconvolta da quella tragedia e proclamò un’adunata generale dei lavoratori per seguire il corteo funebre di sette vittime non identificate.

Sulla stampa statunitense fino al 1908 nessuna

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