Questo sito contribuisce alla audience di

L'italiano si altera

Le risorse linguistiche ovvero che cosa può fare un suffisso. Per alterarsi e diventare, magari, molto affettuosi.

Un tormentone dei tempi moderni,
cioè il telefonino che fa rima con cappuccino. Becco, beccuccio, becchino e ogni volta non è la stessa cosa. Un omone è un ometto cresciuto? Attenzione, potrebbe non entrare nell’armadio. E cassa, cassetta, cassetto e cassettone possono generare un sacco di confusione!

Ma che lingua è l’italiano? Flessibile, morbida, basta un suffisso e posso essere dolce, arrabbiata, noiosa, melliflua.

Il dolcetto lo degusto, o lo sgranocchio. L’attimino grazie al cielo è fuggito, e non ce ne siamo accorti. Con il minestrone ci faccio la dieta, il brodino invece se lo sorbiscono i calciatori dopo uno zero a zero casalingo.
E che differenza c’è tra sorbo e sorbetto? E se un gattone sonnecchia, la gattina affila le unghie…Ah questi felini…che non sono dei piccoli feli.
Se vedo pagliuzza nell’occhio provo un gran fastidio, ma ammiro le pagliuzze dorate negli occhi verdi di un superfusto da rivista patinata, oppure da libro Harmony. Però rammentate che il fustino non è un omino bellino, e il frustino non sempre fa pendant con il cavalluccio.

Ma insomma, smettiamola con queste sciocchezzuole e veniamo alle cose serie, altrimenti i miei pazienti lettori si possono alterare e mi scrivono letteracce: ma che razza di guiducola sei diventata?

L’ALTERAZIONE

Ultimi interventi

Vedi tutti