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ITALIANO NEOSTANDARD

CHE COS'E' IL NEOSTANDARD? Noi forse non lo sappiamo, ma lo usiamo tutti i giorni. Ecco una testimonianza della nostra Claudia Arena, Guida per SuperEva del Sudafrica.

Ebbene, cosa dovrei dire io? Maria non si e` fatta viva. Non una email
non una telefonata, non un SMS. Eppure gliel’ho
detto in tutte le lingue: chiamami! Parte due settimane fa e scompare.
Se entro domani non ricevo nulla va a finire che chiamo la polizia.

Questo breve brano, considerato scorretto nell’ambito dell’italiano
standard
, presenta delle caratteristiche tipiche del
neostandard.

Per evidenziare le differenze tra standard e neostandard si puo`
prendere
in considerazione il seguente brano che presenta esattamente le stesse
informazioni, ma espresse in italiano standard.

A causa della mancanza di messaggi da parte di Maria (per esempio mi
sarei aspettata almeno un messaggio di posta elettronica, una
telefonata o un messaggio di testo scritto mandato tramite il telefono
cellulare) mi sento nervosa e non ho i mezzi necessari per aiutarti
a superare la tua apprensione. Prima che partisse le feci richiesta
esplicita di comunicare con me, ma e` partita oramai da due settimane
e da allora non ho ricevuto notizia alcuna. Se entro domani non
ricevero` un suo messaggio vorra` dire che dovro` necessariamente
chiedere aiuto alle forze dell’ordine.

Si puo` notare immediatamente che il secondo brano e`, rispetto al primo,
molto piu` elaborato, ma anche con meno capacita` comunicativa e
caratteri di irrealta`
rispetto alla situazione di cui si parla.
Dal testo si deduce che siamo in epoca moderna,
il parlante
ha dimestichezza con mezzi di comunicazione veloci come l’SMS o
l’email, quindi difficilmente si esprimerebbe con un individuo con cui
ha una relazione vicina (il registro e` informale come si deduce
dell’uso del tu) in un modo tanto articolato.

Da un punto di vista morfosintattico i tratti tipici
del neostandard utilizzati nel primo brano sono: l’inizio di
una frase tramire una congiunzione,
la presenza di interi periodi senza il verbo, l’uso del pronome gli
anche se riferito ad una persona di sesso femminile, l’uso di
prestiti non adattati di origine anglofona, l’uso di sigle, uso dei
tempi dei verbi semplificati (per il passato e per il futuro).
Non si e` fatto uso invece di altre caratteristiche del neostandard
come l’alterazione dell’ordine delle parole.

Sono sicura che questa breve presentazione del neostandard fara’ storcere il naso a molti puristi.

Importante, secondo me, non perdere di vista le differenze tra italiano
standard e neostandard rispetto al contesto in cui ci troviamo e all’utente;
alla scelta quindi di un italiano adeguato alla situazione per stile,
registro, lessico, esercizi retorici e scopo della comunicazione
. La nostra
e’ una lingua ricchissima, e come abbiamo visto, flessibile…
E voi cosa ne pensate? Scrivetemi!

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