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Proletari di tutto il mondo, spaghettizzatevi!

C'e' una relazione tra gli articoli apparsi recentemente su Repubblica e Corriere della Sera sulle fortune dell'italiano all'estero? Dario Fertilio sul Corriere riporta i risultati di un'inchiesta condotta da un gruppo di ricercatori dell'Universita' La Sapienza di Roma sullo studio dell'italiano all'estero, Andrea Tarquini su Repubblica riprende un articolo apparso in Germania sulla qualita' di vita italiana. A parer mio, in entrambi i casi si sottolinea una nuova forma di globalizzazione, quella italiana. Nonostante nuovi dati e nuove inchieste condannino proprio la qualita' di vita delle metropoli Roma e Milano... Ma andiamo a vedere i dettagli...

precedente Il titolo dell’articolo del Frankfurter Allgemeine e’ a mio parere splendido: Spaghettisiert euch, spaghettizzatevi!

Rovescia con questo neologismo la triste nomea degli italiani macaroni’ che emigravano dal proprio paese in cerca disperata di un lavoro. Il giornalista Dirk Schuemer celebra lo stile italiano, in un’epoca che sta vivendo un nuovo Rinascimento in cui gli italiani sono maestri del saper vivere. Unici al mondo, dopo la guerra, a conservare la propria identita’, rilanciando un logo assolutamente globale, quello che recita Italia. Non solo pizza o moda o vino, i suoni dell’italiano sono stati adottati in Germania perfino da marche automobilistiche che hanno chiamato le loro auto Bora o Scirocco. Se l’America e’ rimasta l’unica superpotenza, l’Italia e’ la superpotenza della qualita’ della vita.
C’e’ un detto in Germania Gli italiani ci stimano ma non ci amano, noi non li stimiamo ma li amiamo ma a giudicare da questo articolo sembra che i tedeschi abbiano imparato ad amare gli italiani. I tedeschi e non solo, se e’ vero che i danesi del film di Lone Scherfig, Italiano per principianti, realizzano il loro sogno linguistico italofono innamorandosi a Venezia

Gli elogi di Schuemer sono sperticati e questo potra’ stupire gli italiani assediati da inflazione, traffico e varie disfunzioni. Proprio oggi ho letto in un forum che a Milano gli affitti costano quanto a New York ma gli stipendi sono rimasti italianissimi…

Ma leggere quello che ha pubblicato il Frankfurter Allgemeine puo’ essere consolante: La Italian way of life non ha avuto bisogno di arsenali atomici o bombardieri per imporsi, non deve poggiarsi su una rete di basi militari per diffondersi… La vera Leitkultur globale viene dall’Italia… senza bisogno di pressioni politiche o dell’appoggio della CIA, la pizza e’ preferita ovunque a qualsiasi hamburger… e ovunque l’apertura del primo ristorante italiano segna lo sbarco della civilta’.
Gli italiani hanno saputo mantenere e conservare la loro identita’ in qualsiasi parte del mondo, non si sono integrati nel melting pot americano come altri immigrati europei, dopo la guerra non si sono convertiti in toto all’America come tedeschi e giapponesi… Viene da dubitare, certo, ma Schuemer cosi’ giustifica il suo pensiero: Da Schroeder a Kofi Annan, i potenti del mondo vestono italiano…Non basta: provate a vendere cioccolatini o altre leccornie in Germania senza dar loro nomi italianeggianti…

Una pubblicita’ tedesca di un’acqua minerale dice: Qualunque lingua parliate, vivete in italiano. E in effetti il consumo di acqua minerale e’ tipicamente Italian way of life… Se gli immigrati hanno portato la pizza dappertutto, i turisti italiani hanno invaso il mondo con le loro bottigliette d’acqua, convertendo gli altri popoli alle delizie della minerale no gas.
Questo e’ sicuramente un indice di cambiamento e di benessere per il Belpaese. Da terra di emigranti a mito culturale, ma anche Goethe gia’ era incantato dall’Italia… I rapporti Italia-Germania sono una storia nella storia. Ed e’ buffo che oggi, quando e’ la Germania di Schroeder che piu’ si oppone ai disegni di Bush, sia l’Italia l’esempio da contrapporre all’americanizzazione del mondo. L’Italia il cui governo e’ sempre e comunque dalla parte di Bush. E voi cosa ne pensate?

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