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Le feste di novembre

Le ricorrenze cristiane di novembre, con il rito della commemorazione dei defunti, affondano le loro origini in antichi festeggiamenti pagani. Il Primo Novembre la Chiesa celebra Tutti i Santi ma l'immagine che rimane e' quella di cimiteri affollati, fiori e mestizia.

Come si legano quindi feste e ricordo dei morti, il mondo dei vivi e quello dell’aldila’? Anticamente presso i Celti l’anno druidico si chiudeva proprio con il 31 ottobre. Cominciava l’inverno, il raccolto delle mele era finito, e prima di abbandonarsi al buio e al gelo la popolazione si concedeva alle sfrenatezze della notte di Samain, il Dio delle Tenebre. Come ogni Capodanno che si rispetti, i banchetti erano accompagnati da balli, falo’, riti propiziatori. Le saghe nordiche sono piene di miti e avventure che avvengono nella notte di Samain (detta anche Hallo’ween, come dire, la festa delle zucche non arriva dall’America come la Coca Cola…), in particolare, in questa notte i morti tornavano sulla terra per far visita ai vivi. I morti per i popoli piu’ primitivi avevano un aspetto ambivalente, potevano essere benevoli o dispettosi, da qui la necessita’ di offrire sacrifici per placare la loro ira, mascherandosi da angeli, diavoli, e fantasmi di ogni sorta per esorcizzare la paura. La pietas cristiana trasformera’ questi rituali in preghiera e suffragi.
Il Capodanno aveva un alto valore simbolico, la notte di festa doveva essere affrontata con spirito puro, liberandosi da tutti i bagagli inutili per predisporsi al cammino del nuovo anno. Spogliarsi e rinnovarsi come gli alberi nudi d’inverno. I riti della natura che accompagnano la vita degli uomini, potenza del rituale che si ritrova anche nei versetti dell’Apocalisse che si leggono durante la festa di Tutti i santi: Hanno lavato le loro vesti rendendole candide nel sangue dell’Agnello (Ap. 7,21) L’idea del sacrificio sembra accompagnare conseguentemente la giornata successiva di commemorazione ed espiazione per la salvezza delle anime.
Come arrivano i riti celti nell’Europa mediterranea? Sono i Romani, che arrivando in Britannia nel I secolo, sposano il rito dei druidi con la festa della loro dea Pomona, la divinita’ dei frutti, a cui si offrivano mele in sacrificio per propiziare la fertilita’. Questo rituale misto tra i propositi per il nuovo anno, i falo’ e le maschere resistette anche all’avvento del Cristianesimo.
La Chiesa con papa Gregorio II nell’835 decise di sovrapporre alla tradizione pagana la festa di Tutti i santi, celebrata secondo il calendario il 13 maggio. Successivamente, alla fine del millennio, si decise di accompagnare questa festa con la commemorazione dei defunti nella giornata del 2 novembre. La pieta’ popolare invece continuo’ per memoria storica ad assimilare i due riti ed oggi la visita ai cimiteri rimane il ricordo piu’ vivo, perlomeno in Italia, delle feste pagane e cristiane.

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