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Viva il dialetto

Servizio del TG5 sull'incremento dell'utilizzo delle lingue regionali e minoritarie in Italia.

TG5Signur’e signura, benvenut’a tuto quant’in gop’a stu volu pe Nàpule!”. A parte la grafia approssimativa, in questo modo si apre un servizio del TG5 andato in onda il 12 novembre 2009 sull’utilizzo dei dialetti in pubblico.

Spieghiamoci meglio. Mentre in molti stati d’Europa le lingue regionali o minoritarie sono entrate a far parte della vita quotidiana “ufficiale” delle persone, in Italia si fatica ancora a capire che bilinguismo e plurilinguismo non sono “atti” volti ad escludere la Lingua Italiana, ma piuttosto l’applicazione di principi sanciti dalla Costituzione, da leggi dello Stato e della Comunità Europea, nonché da leggi regionali e locali.

Quelli che vengono costantemente chiamati, con non velato disprezzo, “dialetti”, sono considerate “lingue minoritarie e regionali” e vengono utilizzate nella pubblica amministrazione e nel privato da milioni di cittadini europei.

Ma l’esempio dell’utilizzo del Napoletano da parte di una compagnia aerea in un contesto “ufficiale” che apre il servizio non è il solo preso in coniderazione.

Infatti si parla anche della segreteria telefonica del Comune di Como in dialetto comasco, del telegiornale in bergamasco, per arrivare al comunicato ufficiale in Limba, cioè in Lingua Sarda, che la Guardia di Finanza ha emesso nei giorni scorsi sul sequestro di un parco eolico a Ploaghe, in provincia di Sassari.

Ma, per quest’ultima notizia, come nota la stessa giornalista, “è la prima volta che una forza di polizia applica la legge regionale su bilinguismo“.

Guarda il video del servizio del TG5 “Viva i dialetti”

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