Questo sito contribuisce alla audience di

La RAI e le lingue regionali

Polemiche anche in Rete per gli spot Rai sui dialetti.

rai Davvero si può costruire l’identità di un paese prescindendo dalle diversità linguistiche e culturali delle popolazioni locali?

Davvero è moderno uno Stato che considera i dialetti o le lingue regionali come un limite alla comunicazione e alla comprensione?

Eppure importanti enti ed istituzioni come l’UNESCO o il Consiglio d’Europa, per citarne un paio, spingono gli Stati alla tutela e alla promozione delle lingue locali perché vengono considerate “patrimonio intangibile dell’umanità”.

Lo stesso Stato Italiano tutela le minoranze linguistiche con una legge, la 482, che seppur incompleta e lacunosa, offre comunque un buon punto di partenza per la conservazione e la promozione delle lingue regionali.

Senza considerare il fatto che questa tendenza è stata fatta propria anche da regioni come la Calabria che ultimamente ha istituito un comitato con lo scopo di elaborare una proposta di Legge regionale, come ormai avviene nella maggior parte delle regioni europee ed italiane, con l’intento di salvaguardare l’identità regionale e promuovere il dialetto come strumento di crescita linguistica, specialmente nei confronti delle nuove generazioni.

E anche per quell’occasione il linguista Tullio de Mauro ha sottolineato come la conoscenza del dialetto fornisca addiritura gli strumenti cognitivi e linguistici per migliorare anche la padronanza della Lingua italiana, oltre all’apprendimento delle lingue straniere.

Passi in avanti si sono fatti anche nell’utilizzo delle Lingue Regionali quali veicoli di promozione commerciale e turistica.

Per esempio un progetto di marketing linguistico è stato realizzato dalla Regione Piemonte per il mercato americano: la campagna di comunicazione in Lingua Inglese sarà affiancata da quella in Lingua Piemontese, in modo che tradizioni e identità culturale assumano un carattere simbolico e distintivo.

Ma anche importanti aziende hanno pensato di utilizzare o hanno utilizzato la lingua locale per dialogare con il pubblico. E’ successo in Sardegna con la Volkswagen che in occasione del meeting per la presentazione della nuova Passat ha deciso di ringraziare in Lingua Sarda le istituzioni e gli enti sardi.

Il dialetto o lingua regionale o minoritaria come strumento di comunicazione in determinati contesti: niente di più semplice.

Perché allora la RAI decide di realizzare una campagna pubblicitaria dove il dialetto o lingua regionale viene messa in ridicolo e assunta a simbolo di incomprensione tra le persone?

A questa domanda cercano di rispondere le persone che hanno costituito un gruppo su Facebook Contro lo spot Rai 2010 sui “dialetti”: vergogna, sono lingue vive!

Leggi anche:
Dal Gran Paradiso una risposta alla RAI

Per saperne di più:
Ansa - Spot Rai
Lo spot in tanti dialetti e i Fratelli d’Italia
A sa faci de sa 482

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Silvio Basile

    12 Dec 2010 - 16:00 - #1
    0 punti
    Up Down

    I dialetti non sono regionali, ma sempre e soltanto comunali, anzi proprio locali. Qui a Firenze, nella stessa città, il vernacolo è abbastanza diverso fra il di qua e il di là d’Arno. Tanto per dirne soltanto una!
    Perché il dialetto pugliese, per dirne un’altra, dev’essere il barese, che a Lecce nessuno capisce? o, per dirne un’altra, ad appena 33 Km da Bari, nella stessa provincia, gutturalizzando tutto quel che a Bari e dintorni è “l”, si parla un dialetto (polignanese) che nessuno capisce a Monopoli appena 8 Km più in là?

  • marcusprometheus

    13 Dec 2010 - 15:26 - #2
    0 punti
    Up Down

    Io capirei per esempio un appassionato di letteratura o teatro dialettale dell’Ottocento o del Seicento che per coltivare questa sua passione studia anche il dialetto, ma per la massa si tratta solo di un nuovo strumento di divisione, di una dichiarazione di non avere niente a che fare con altri italiani che abitano a 100 km di distanza.

Ultimi interventi

Vedi tutti