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Spot Rai sui dialetti, la protesta viaggia su Facebook

Opinioni e pareri, citazioni e poesie, e un po' di buona musica: un'ottima ragione per conoscere la Babele linguistica e culturale italiana.

facebook Continua in Rete la protesta contro gli spot RAI che discriminano i dialetti o lingue regionali e minoritarie rappresentati nei video alla stregua di strumenti di incomunicabilità e di incomprensione tra le persone.

Già dopo poco tempo la nascita, il gruppo Contro lo spot Rai 2010 su Facebook ha raggiunto più di mille persone che si sono registrate per portare le loro testimoniazne: opinioni e dimostrazioni di amore per le proprie tradizioni e il proprio dialetto dal nord al sud dell’Italia.

Salvatore ricorda che “al Museo Culturale di Stoccarda, viene custodito l’alfabeto di Adrano! È un’alfabeto scritto dai Siculi su carta (cosa assai rara per l’epoca in cui si usavano le pergamene): è l’alfabeto del Sanscrito ovvero la base del Siciliano! Questo in risposta a chi vuol far credere che il Siciliano non ha nemmeno una propria grammatica! Avevamo la nostra grammatica ancor prima che in Sicilia arrivassero i Greci, quindi vi lascio immaginare da quanto tempo!”

Rosaria pensa che “i dialetti siano un patrimonio culturale fondamentale nel nostro pease, il simbolo della memoria storica di regioni che sono state divise per secoli, e si sono unite solo di recente”.

Antonio è nato a Cremona e vive a genova e considera il cremonese e il genovese “due grandi dialetti”.

Lorenzo afferma che “quello che si ritiene si parli in Sardegna è una linguaufficialmente riconosciuta come minoranza linguistica.
Questo non ci impedisce di parlare correttamente la lingua italiana e di aver dato alla nazione illustri politici e scrittori”.

Christian sottolinea che “in Svizzera che è paese più evoluto e civile dell’i-taglia la pensano diversamente”.

Sarebbe impossibile riportare tutti i post del gruppo, pertanto a coloro i quali credono che i dialetti siano morti il vivo consiglio di farsi un giro anche perché potrebbe essere l’occasione di ascoltare un po’ di buona musica: da Davide Van De Sfroos a Maria Carta, per citare gli ultimi link. Un viaggio alla scoperta della Babele linguistica e culturale italiana che piace a tanti.

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