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Alloglossia, bilinguismo, diglossia e dilalia

Significato dei termini utilizzati in contesti di carattere linguistico, sociologico, politico, etc...

alloglossia Il termine alloglossia è sostantivo femminile che etimologicamente deriva dal greco allos (= altro) + glossa (=lingua).

Col termine alloglossia si descrive la situazione particolare di una comunità linguistica che parla una determinata lingua o varietà linguistica diversa e “minore” (da un punto di vista numerico) all’interno di uno Stato o di una regione invece caratterizzata per la maggiorparte da persone che parlano un’altra lingua “maggiore”.

Il concetto di “comunità alloglotta” richiama quello di minoranza linguistica. Quando la lingua minoritaria è riconosciuta e tutelata in tutti gli ambiti (in quello informale e in quello formale, ovvero da quello familiare a quello pubblico, cioè scolastico e amministrativo) si parla di bilinguismo.

La situazione relativa al bilinguismo è una “costruzione” umana, quindi politica, e si realizza quando a due “sistemi linguistici” (lingue, idiomi, dialetti) viene riconosciuta pari dignità politica, sociale e culturale.

Questo concetto richiama quello espresso dal termine diglossia.

Diglossia è un sostantivo femminile che etimologicamente deriva dal greco ed è formato dal prefisso di- e da glossa che significa lingua. Si tratta di un concetto sviluppato da Charles A. Ferguson.

La diglossia è una situazione di bilinguismo imperfetto che implica la presenza di due idiomi che non hanno la stessa valenza politica, sociale e culturale, e che quindi vengono utilizzati a seconda del contesto.

Di solito c’è un codice linguistico “standard”, che può essere quello ufficiale, che viene percepito come “alto” e prestigioso, ed un altro invece che viene considerato come “basso”: il primo viene utilizzato in contesti formali, mentre il secondo in quelli informali.

Se considerate all’interno di un preciso “contesto sociale” i due idiomi hanno delle precise caratteristiche funzionali e simboliche, e quindi vengono usati in maniera “specialistica” proprio in rapporto alla situazione.

Per spiegare la situazione di diglossia è utile richiamare, per esempio, quella differenza tutta politica, sociale e culturale che c’è tra Lingua e Dialetto.

Inoltre il termine dilalia, introdotto da Gaetano Berruto, disegna una situazione estrema di diglossia, molto diffusa nella realtà. Tale situazione si realizza quando la Lingua finisce per sostituirsi al Dialetto anche nei contesti informali.

Per cui si ha una “lingua alta” che viene utilizzata nelle situazioni formali e informali, mentre la “lingua bassa” si usa, sempre meno, solo nei contesti informali.

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