
La lingua ci mette in comunicazione con gli altri e con noi stessi: “per pensare, ragionare, per creare mondi possibili” (M.L. Altieri Biagi, 1989) e “imparare a scrivere e a leggere potrebbe essere paragonato al sognare ..l’alfabeto può essere guidato e divenire una sorta di tappeto volante in grado di condurre la mente, propria e altrui, lungo percorsi intenzionali” (G. Pinto, 2003).
Insegnare una lingua non equivale ad insegnare semplicemente un codice (visione certamente riduttiva alla luce degli studi cognitivisti e socio-culturali): il bambino/a mentre codifica o decodifica parole e frasi, è impegnato in complesse operazioni di problem-solving: seleziona informazioni, le elabora, le organizza e le mete in relazione, ricerca regolarità, analogie, differenze, completa dati mancanti, ipotizza: egli costruisce significati e interpretazioni, attribuendo senso ai testi che ascolta, legge, produce.
E’ importante conoscere come avviene il processo di apprendimento della lettura e della scrittura, dunque, lo sviluppo dei processi di alfabetizzazione per assumere consapevolezza della dimensione teorica quanto di quella applicativa.
In quest’ottica propongo la lettura di un ottimo testo da cui partire per scorribande conoscitive sulle tematiche in questione, si tratta di Didattica del testo. Processi e competenze di Lerida Cisotto, Carocci, 2006 (l’autrice insegna Didattica della lingua italiana presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Padova).
Dalla presentazione: “Educare gli allievi ad usi competenti della lingua: una sfida complessa per gli insegnanti, dal nord al sud del nostro Paese. Tanto più se la lingua è quella dei testi. Decodificarli, comprenderli e costruirli sono infatti processi che richiedono un’intima collaborazione delle operazioni di pensiero e un generoso impiego di risorse motivazionali. Insegnare regole per la combinazione di parole e frasi non basta Questo volume è nato dall’interesse a comprendere la natura di tale sfida, .”

Gabriella Casarino








