In sostanza viviamo nelle storie e delle storie, non è possibile starne fuori; insomma, ce le raccontiamo e ce le facciamo raccontare, si potrebbe dire che non si può non raccontare , per cui dobbiamo accettare la responsabilità di collaborare alla narrazione collettiva.
Anche l’inconscio è una storia e la vera fatica sta nel riuscire a rinunciare ad esplicitalo e aspettare.
I primi racconti che raccolse ad esempio Freud furono i sogni dei suoi pazienti e, come è risaputo, il materiale onirico possiede una forte valenza fantastica.
In quest’ottica potremmo vedere la terapia come la cura delle storie, di tutte quelle che l’uomo racconta, si racconta, si lascia raccontare ed infine quelle dalle quali e nelle quali si fa coinvolgere.
Seguendo queste trame inizia la magia della narrazione.
Le storie che vengono fuori sono per noi quello che la volta celeste era per i naviganti quando non esisteva il radar.
Possedere delle storie nel mondo comune costellate ci serve da riferimento. Non a caso per far addormentare i bambini si racconta una storia e, in particolare e, sempre la stessa con si insegna la storia, quella che viene da fuori e che qualcuno di noi può raccontate rispetto q a quando era piccolo.

Gabriella Casarino








