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D’Annunzio e il decadentismo europeo

Poetica decadente del D'Annunzio.

I miti incarnati non soltanto nell’opera, ma nella personalità del D’Annunzio furono il culto aristocratico dell’eccezionalità, l’estetismo, come ricerca della bellezza non solo nell’arte, ma nella vita, l’erotismo, quale manifestazione insieme del culto per la bellezza e della superiorità dell’istinto e del senso sulla ragione e sulla morale, il superomismo, interpretato come dottrina del disfrenamento senza limiti di tutti gli istinti, l’eroismo , vissuto come attuazione di potenza e intensificazione di sensualità.
Gran parte di questi miti sono tipici del clima culturale ed estetico del decantesimo europeo, dal quale l’opera dannunziana fu fortemente influenzata.
Uno dei suoi aspetti più evidenti è lo sfruttamento di un’enorme quantità di fonti letterarie.
Queste , più che all’antichità classica e volgare, appartengono alla letteratura europea, soprattutto francese, contemporanea del poeta, nelle sue espressioni più vistose e alla moda.
In questa maniera, per servirci dell’esatta definizione di un critico, l’opera complessiva del poeta ha finito per presentare l’aspetto d’una monumentale enciclopedia del decadentismo europeo.
Proprio nel suo complesso indipendentemente dalle singole più o meno felici riuscite sul piano estetico, l’opera del D’Annunzio ha compiuto la funzione di assimilare la tradizione letteraria e linguistica italiana temi e forme del decadentismo europeo, costituendo una premessa obbligata per la letteratura posteriore.
Le è rimasto tuttavia estraneo quel misticismo che è proprio della più tipica letteratura decadente, quell’interpretazione della poesia come messaggio di un modo ultrasensibile, quasi di idee platoniche, che costituiscono la linea dominate della poetica moderna da Boudelaire all’ermetismo.

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