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I Promessi Sposi

L’Adelchi mostrava già, rispetto al Carmagnola, un quadro storico più ampio e complesso

Sullo sfondo delle vicende dei grandi si disegnavano maggior rilievo, soprattutto nelle epiche strofe del coro del terzo atto, quelle di tutto un popolo. Ma nemmeno l’Adelchi appagava le esigenze della profonda ispirazione democratica del Manzoni, sempre più interessato a scrutare e cercar di comprendere, non il dramma personale di qualche potente, ma il destino delle moltitudini degli umili, trascurate dagli storici di professione , e convinto della necessità di dare alla letteratura un carattere popolare, rivolgendola non a soddisfare il gusto estetico di un limitato numero di letterati, ma a illuminare le menti di tutti.
Accade così che, mentre ancora stava ultimando la tragedia, maturò in lui il disegno di comporre un romanzo storico, genere letterario che gli appariva il più adatto a concretare le sue intenzioni.
Il romanzo storico è una creazione dello scrittore inglese Walter Scott, che venne incontro al gusto romantico insieme per la storia e per divertimento fantastico.
Nei suoi romanzi che ebbero enorme successo e produssero in tutta Europa la gran voga di quel genere letterario, il racconto di meravigliose e avventurose peripezie si unisce con la ricostruzione dell’ambiente storico, soprattutto nei suoi aspetti esterni e pittoreschi di costumi, vesti, armi abitazioni, forme caratteristiche di linguaggio, ecc.
Manzoni concepiva il romanzo storico come una rappresentazione di uno stato determinato della società per mezzo di fatti e caratteri così assomiglianti alla realtà, che si possa crederli una vera storia che si è scoperta, e riteneva che l’intreccio e lo sviluppo degli avvenimenti dovessero essere determinati dalla considerazione del modo di agire degli uomini nella realtà, soprattutto in ciò che esso ha di opposto allo spirito romanzesco.
Il romanzo storico, dunque,gli appariva come la più integrale attuazione del principio estetico che l’arte deve rappresentare il vero.
La prima idea di quelli che saranno i Promessi Sposi baleno al Manzoni mentre leggeva libri di storia del Seicento, soprattutto il Ripamonti, che gli fornivano l’immagine di una società dai caratteri singolari.
Per un certo periodo della rielaborazione il romanzo ebbe il titolo di Sposi Promessi, poi mutato nella stampa.
Appena pubblicati , i Promessi sposi incontrarono uno straordinario successo di pubblico, mentre la critica restava piuttosto incerta di fronte a un’opera così nuova.
Intanto l’autore, già pochi mesi dopo la pubblicazione del terzo volume, aveva cominciato a sentire la necessità di sottoporre tutta l’opera a una revisione soprattutto linguistica.
Il lavoro di revisione, quella che comunemente, da una frase di una lettera del Manzoni stesso, viene chiamata la risciacquatura in Arno, durò molti anni.
L’edizione definitiva dei Promessi Sposi fu pubblicata nel 1840-42.

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