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La seconda fase dell’estetica e della critica del Croce

La seconda fase dell’estetica e della critica crociana è segnata dal passaggio alla definizione dell’arte, non più come intuizione pura o intuizione lirica, ma come intuizione cosmica.

Resta il carattere conoscitivo e la natura a-logica della rappresentazione artistica; ma questa non è più intuizione dell’individuale, bensì dell’universale, della vita nella sua totalità.
In conseguenza compito della critica diventa, non tanto quello d’individuare un sentimento particolare, quanto di ritrovare al fondo dell’individuale parola poetica l’intuizione del reale nella sua eterna legge , di accertare nella pagina del poeta la presenza dell’armonia cosmica.
Il nuovo orientamento non è il risultato di un puro sconvolgimento teorico, ma insieme di una maturazione etica e di un ampliamento dell’esperienza critica.
Secondo il Croce la letteratura moderna, dal romanticismo in poi, è travagliata da un malattia, che consiste nell’abbondare dei motivi personali, particolari, pratici, autobiografici, per cui assume il carattere in u grande confessione.
L’oggetto creato dal poeta è sempre, in misura maggiore o minore, intessuto di momenti spirituali diversi, non solo poetici.
Di qui nascono l’impostazione del problema dell’unità dell’opera d’arte, e il concetto di struttura in rapporto a poesia.
L’unità di un’opera di poesia non è un dato a priori, ma un’ipotesi che va verificata caso per caso, perché l’unità artistica può coincidere o no con l’unicità materiale dell’oggetto concreto offerto all’esame del critico.
La teoria della cosmicità e la nuova concezione della personalità spiegano la genesi di una tesi più rivoluzionaria e più controverse della metodologia crociana: quella del carattere monografico della storiografia letteraria artistica.
La storia dell’arte e della letteratura si presenta come una molteplicità di monadi estetiche, ognuna delle quali risolve in una realtà nuova tutti gli antecedenti biografici e storici: monadi che non hanno fra di loro alcun legame intrinseco.
L’esigenza profonda che ispira la riforma storiografica crociana è quella di salvaguardare la poesia come valore autonomo, perpetua invenzione o scoperta e non specchio o riflesso di altre cose; in opposizione tanto a una storia aprioristica, che consideri i singoli poeti come momenti di uno sviluppo predeterminato, quanto a una storia documentaria che li riduca a semplici espressioni di una ideologia o di una situazione sociale, politica, ecc.

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