Contenuto : come nella solitudine della notte la luna, che con la sua luce ha dato origine alle ombre per cui le cose assumono ingannevoli aspetti, tramonta lasciando il mondo nell’oscurità, così la giovinezza abbandona la vita e con lei scompaiono le parvenze ingannevoli illusioni e le speranze.
L’uomo, simile ad un viandante che abbia smarrito la strada, non riesce a rendersi ragione della esistenza e si sente estraneo al mondo. Troppo lieta sembrò ai celesti la misera sorte dell’uomo, perché la giovinezza dovesse durare tutta la vita, troppo mite per lui la sentenza di morte perché non lo si dovesse condannare a una lunga pena più dura della morte stessa; gli eterni escogitarono la vecchiezza, nella quale restano all’uomo i desideri, senza speranza di vederli realizzati, e le pene crescono sempre di più. Colline e pianure, già inargentate dalla luna, non resteranno a lungo prive di luce, perché il sole sorgerà ad illuminare il cielo e la terra, ma la vita dell’uomo, tramontata la giovinezza, non riceve in dono altra luce; la morte è la meta cui corrono la maturità e la vecchiezza, le squallide età della nostra esistenza
Metro: canzone libera
Analisi: in questo canto, che stilisticamente si accosta alle canzoni sepolcrali, il Leopardi torna ai miti, ai motivi poetici più suoi: la giovinezza e le illusioni che tramontano con lei, la pena di vivere che ci accompagna fino alla morte. Tornano anche la musica e le immagini suggestive che contrassegnano i grandi idilli della ripresa poetica.
La prima strofe, che denuncia qualche momento faticoso nella struttura sintattica, si regge su una comparazione tra la luce lunare e la giovinezza ed è poeticamente la più felice.
La seconda e la terza hanno un andamento sintattico più sicuro, ma nello stesso tempo un tono ragionativo e meno lirico, secondo il noto modo di procedere leopardiano. I versi 47-50, ad esempio, sono la trascrizione compendiata del sesto de CXI Pensieri.
Alla poesia si ritorna con la strofe conclusiva che sembra riannodare il discorso lirico interrotto dal meditare: in apertura una similitudine, a chiusura del canto una mesta constatazione della ineluttabilità del destino dell’uomo. Se questi versi come vuole una tradizione resistente ai colpi di alcuni filologi furono composti sul letto di morte, è indubbio che l’unica, alta consolazione che la vita diede al Leopardi, e cioè la poesia, non gli mancò nell’attimo in cui egli chiuse la sua dura vicenda terrena.
Italiano e Didattica
Pubblicato
in: Italiano L2
Il tramonto della luna
Datazione: composto a Torre del Greco nel 1836.Le categorie della guida
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