La quiete dopo la tempesta

Una delle più belle poesie del Leopardi

Datazione : composto a Recanati dal 17 al 20 settembre 1829
Contenuto: il canto festoso degli uccelli ed il verso della gallina tornata sulla strada annunciano che la tempesta è passata.
La vita rinasce nel borgo che ora risuona dal canto dell’artigiano, del rumoroso accorrere delle donne che raccolgono l’acqua piovana, del grido dell’erbivendolo; di lontano giunge lo stridere di un carro che riprende il viaggio sulla strada maestra.
Quando mai , si chiede il poeta, la vita sembra tanto grata?
Quando scampiamo al pericolo della morte che ci sovrasta. L’unico dono che la natura cortese fa all’uomo consiste nel venir meno di una sofferenza.
Essa sparge a pine mani il dolore e quel poco di piacere che nasce d’affanno per un prodigio della stessa natura è da tenere in conto di grande guadagno.
Felice dunque il genere umano se sperimenta i rari momenti in cui cessa il dolore, beato se la morte lo libera dalle pene.
Metro: canzone libera.
AnalisiLa quiete , almeno la parte più bella, nasce anche da una diversa disposizione prevalentemente fantastica, da un momento di pura contemplazione di un aspetto della vita reale, staccata da ogni considerazione filosofica.
La prima strofa ha una movenza rapida, bene adeguata al ritmo della vita rinascente che il poeta vuol cogliere nei suoni, negli atti, nei gesti, nei rumori perfino, più consueti. Una situazione da idillio, ma da idillio filosofato come dice il Russo, che insiste sul carattere di allegoria poetica di questo canto.
Infatti nelle altre due strofe l’idillio viene, per così dire, emarginato a favore della meditazione sulla verità intuita e vi si assiste all’insorgere del tono ironico, della inattesa conclusione amara della favola dal lieto inizio.
Qualche critico, come il Flora, ha notato che la spontaneità del trapasso dalla parte lirica a quella riflessiva della poesia non è interamente rea ma si affatica in un periodo ricco di interrogativi, e in effetti tutte quelle interrogazioni retoriche appesantiscono La quiete, nell’insieme canto di straordinaria levità ritmica, senza tuttavia alterarne la felice sintesi libro descrittivo meditativa.
La lirica fu pubblicata per la prima volta nell’edizione fiorentina dei canti.

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