Palinodia al marchese Gino Capponi

Composta a Napoli nel 1835

Metro: endecasillabi sciolti
Analisi : il termine palinodia significa ritrattazione.
Il Leopardi finge di ritrattare le sue convinzioni pessimistiche e di convertirsi alle credenze ottimistiche dei suoi contemporanei, confessando il proprio errore all’animo Capponi, frequentato durante i luoghi soggiorni a Firenze ( il candido Gino rispose ringraziando , ma in termini assai diversi si espresse col Tommaseo e col Vieusseux).
Nella lunga epistola in endecasillabi, che nel tono e nel metro richiama il Giorno pariniano, il poeta riprende una polemica contro le invenzioni scientifiche già evidente in alcune Operette Morali e contro le scienze politiche ed economiche, alle quali si indirizzavano molti intellettuali del suo tempo, e svolge concetti espressi in una notissima lettera al Giordani del 29 luglio 1828.
Il progresso politico e sociale non avrebbe mai prodotto la felicità individuale, drasticamente condizionata dalla natura, raffigurata nelle vesti di un fanciullo capriccioso ai versi 154 – 181 nei quali si avverte la ripresa di un pensiero dello Zibaldone.
Perciò l’apparente, scherzosa accettazione delle idee ottimistiche del secolo lascia di continuo il passo al riso dissolvente dell’autore il quale canzona oltre alle macchine, fonte di progresso, le gazzette, fonte del sapere e le barbe dei carbonari, segno delle esperienze della nazione .
Ormai il Leopardi si sente escluso da ogni contatto con la realtà storica e si prende gioco di chi crede di poterla cambiare.
La Palinodia non è opera di alto valore poetico, ma si avvale di modi ora abulicamente eleganti, ora realistici, ora satirici ( si veda ad esempio, come versi virgiliani e petrarcheschi sono trascritti in chiave ironica ), che ne fanno il testo documento di un nuovo registro espressivo dell’autore.
La Palinodia apparve per la prima volta nell’edizione napoletana nel 1835.

Iolowcost

Una vita a basso costo?

Visita subito il nostro portale!

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati