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Piccolo mondo antico

Il grande romanzo.....

Otto anni dopo Il mistero del Poeta, nel 1986, il Fogazzaro pubblicò il suo capolavoro, Piccolo mondo antico, nel quale i vari elementi del suo mondo spirituale e artistico si compongono in armonia.
Ma non si può parlare di romanzo storico nel senso manzoniano dell’espressione.
Diversamente dal Manzoni, il Fogazzaro, non aveva vero interesse per la storia nella sua oggettiva verità.
In Piccolo mondo antico la storia non è, come nei Promessi sposi, la base concreta della responsabile anziane umana, ma piuttosto l’occasione di una rievocazione nostalgica.
Il tema centrale del romanzo è un dramma di anime.
Il culmine drammatico del libro, che provoca una svolta decisiva nello svolgimento spirituale dei due coniugi e quindi nei loro rapporti, è la morte per annegamento della figlioletta Maria.
Di fronte all’evento tragico la reazione è opposta.
Luisa si chiude in una radicale, gelida disperazione, Franco trova nella fede la forza di superare il dolore e la sorgente di una caritativa pietà per la moglie.
Luisa perde ogni fiducia nella possibilità di una giustizia sia terrena che nell’aldilà e si lascia vivere in uno stato di indifferenza e di abulis.; Franco è stimolato all’azione generosa, che ridia un senso alla vita.
Alla fine l’amore di Franco scioglierà il gelo della moglie.I cangianti stati d’animo dei due sposi sono colti e rappresentati dal Fogazzaro con grande finezza e delicatezza.
Accanto ai due personaggi principali, in posizione quasi simmetrica nel diagramma spirituale del libro, si collocano due figure ; da una parte la vecchia marchesa Orsola Marioni, zia di Franco, dall’altra Pietro Ribera, zio di Luisa.
Tutto intorno un piccolo mondo di personaggi minori, mediocri, comici, qualche volta grotteschi, disegnati in genere felicemente, con qualche eccesso di realismo e di caricatura.
La natura, come nei romanzi precedenti, accompagna e sottolinea azioni e stati d’animo, ma in forma, di solito, più sobria e misurata.
La qualità maggiore del libro, insieme con la penetrazione delle anime, è una rara forza di tensione narrativa, che tocca il livello più alto nel capitolo dove c’è l’annegamento della bambina.
Da pagine come queste bisogna partire per giudicare l’arte del Fogazzaro, che raggiunge risultati efficaci nei ritmi lunghi della narrazione, mentre può apparire incerta in passi isolati, troppo insistente su particolari scarsamente significativi o approssimativa nella forma.

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