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Il Parini ovvero della gloria

Datazione : composto a Recanati dal 6 luglio al 13 maggio 1824

Argomento: immagina il Leopardi che Giuseppe Parini, uomo di alto intelletto e di grande nobiltà d’animo, si rivolga ad un discepolo giovane d’indole e di ardore incredibile ai buoni studi, e di aspettazione meravigliosa, per esporgli le sue riflessioni sulla gloria, in particolare su quella che proviene degli studi filosofici e d letterari, la sola concessa oggi agli uomini di nascimento privato, poiché quella che nasce dale grandi azioni non è più consentita.
Valga l’esempio di Vittorio Alfieri il quale, non potendo agire, scrisse cose grandi.
L’autore si sofferma poi ad enumerare tutte le difficoltà che si frappongono al conseguimento della gloria letteraria; esiguo numero di persone in grado di giudicare, cattiva disposizione dei lettori grande numero di libri di nessun valore .
Non minori ostacoli impediscono la gloria che si spera dagli studi filosofici o scientifici unite in queste discipline, pregiudizi, diffidenze ecc. cosicché il più delle volte solo il riconoscimento dei posteri attribuisce ai loro cultori un tardivo inadeguato compenso.
In conclusione, anche ammesso che uno riesca a conseguire la gloria, gliene derivano noie e sofferenze.
Analisi . il Parini, la più ampia tra le operette Morali raggiunge la dimensione al forma di un trattatello come indica il sottotitolo alla maniera classica e la partizione in dodici densi capitoletti.
Del trattato ha l’andamento, il tono fondamentale prosaico, la frequenza delle digressioni dal tema principale che è quello dell’inconsistenza della gloria .
La critica ha notato che il Leopardi nell’atto stesso in cui allinea o deduce l’una dell’altra le sue argomentazioni contro la gloria, ce ne fa provare uno struggente desiderio.
Ma ciò non basta per dare a quest’operetta, sicura e precisa nello stile, veramente e quella bellezza che sono proprie delle scritture veramente poetiche.
Solo a tratti, ad esempio nella chiusa bellissima, la commozione dell’autore rompe il duro involucro della freddezza stilistica.
Sulle ragioni per cui il Leopardi ha intitolato dal Parini la sua operetta hanno lungamente discorso il Della Giovanna, il Porena e il Fubini nei citati commenti.

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