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Consalvo

Datazione : concepito forse a Recanati al tempo dei primi idilli e composto a Firenze tra il 1831 e il 1833

Contenuto : Consalvo giace sul letto di morte, abbandonato dagli amici, presso di lui è la sola Elvira, ardentemente amata dal giovane che tuttavia non le ha mai rivelato la sua passione . sentendo avvicinarsi la morte Consalvo confessa alla donna il suo amore e le chiede supplichevole un bacio. Elvira, mossa a pietà, bacia più volte la bocca del morente. Consalvo dichiara di morire contento perché ha conosciuto le due sole cose belle del mondo ; l’amore e la morte in giovane età.
Anche la felicità, per lungo tempo ritenuta un sogno, gli si è rivelato cosa reale.
Augurata alla donna una vita beata e pregatala di mandare un sospiro al su feretro, Consalvo muore prima del tramonto del giorno, l’unico felice della esistenza.
Metro; endecasillabi sciolti.
Analisi:il Consalvo, che non è tra i testi leopardiani più felicemente risolti, e d’altra parte uno dei più discussi.
Si è disputato a lungo sulla cronologia, concludendo che, per quanto abbozzato al tempo dei primi idilli, come indicherebbero certe affinità con la Telesilla e il sogno, deve essere stato composto durante la seconda dimora fiorentina del poeta; questa conclusione porta con sé l’identificazione di Elvira con Fanny Targioni Tozzetti, Aspasia secondo il Ranieri.
Allora discussione si è svolta sul terreno più propriamente estetico; il Consalvo ritenuto dal De Sanctis uno dei canti più alti del leopardi, è statio successivamente giudicato con severità dal Carducci in poi.
Spiace alla critica novecentesca il tono sentimentale prevalente nella lirica, l’indulgenza verso certe forzatura melodrammatiche e certe ambiguità stilistiche inconsuete al nostro poeta.
Per questo il canto è parso una prova decisiva della scarsa attitudine del leopardi a creare forme drammatico narrative di poesia, della poco felice disposizione della sua fantasia a staccarsi dalla lirica pura, soggettiva.
Anche chi, come il Binni, ha giudicato il Consalvo in rapporto alla nuova poetica Leopardiana, anti idillica ed eroica, ha dovuto convertire che il tentativo del poeta di trasfigurarsi nelle forme oggettive di un personaggio è fallito.
L’ispirazione marcatamente autobiografica del canto resta evidente, come evidente resta una traccia dell’agonismo del poeta: Consalvo è detto disdegnoso del suo destino.
Le indagini degli studiosi si sono volte anche alla individuazione delle fonti.
Il Consalvo fu pubblicato per la prima volta nell’edizione napoletana del 1835 e collocato tra i primi idilli e la canzone alla sua donna.
Gli studiosi vedono in questa collocazione un tentativo del Leopardi di togliere ogni possibilità di riferimento alla sua reale situazione affettiva.

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