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La ripresa poetica e i grandi idilli

Grande fase del Leopardi

Per ripresa poetica del Leopardi si intende il periodo degli anni 1828 1830 (soggiorno a Pisa ed ultimo ritorno a Recanati), che assiste al rifiorire dell’ispirazione e al suo tradursi nei versi dei grandi idilli.
Si è generalmente convenuto di chiamarli grandi, per differenziarli dai piccoli del 1819 1821, accettando una definizione che risale al De Sanctis ed è stata fatta propria dalla critica idealistica; ma oggi più di uno studioso autorevole propone di respingerla, osservando che il termine piccoli può sembrare limitativo, se applicato a liriche di alto valore come L’infinito e Alla luna e che la definizione di idillio suona imperfettamente per A Silvia e per il Canto notturno che idilli propriamente non sono.
Noi accettiamo la denominazione tradizionale per motivi di chiarificazione e semplificazione espositiva, facendo però notare che i canti del 1820 1830 sono ormai lontani dai primi idilli recanatesi, anche se talvolta ne riprendono e ne sviluppano i temi, per la maggiore complessità e ricchezza dell’ispirazione , per il carattere di alta contemplazione che il dolore del poeta vi assume e per la novità delle forme metriche cui sono consegnati.

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