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Piccola introduzione alla letteratura giapponese

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In Cina, letteratura ed arte, attraverso la calligrafia, furono spesso inseparabili e tra la cultura nipponica e quella cinese si possono trovare delle analogie. Ma la ragione per cui la letteratura era ritenuta importante sia in Giappone che in Cina non fu la medesima.

In Giappone la letteratura si sostituì alla filosofia, mentre in Cina anche la letteratura fu considerata filosoficamente.

Gli inizi della letteratura giapponese si possono far risalire almeno all’VIII secolo d.C. e si può dire che da allora è riuscita a mantenere una continuità linguistica che è giunta fino ai giorni nostri.

Inoltre c’è da notare che non ci fu mai un periodo in cui furoregiasse un determinato stile od una particolare produzione, ma ci fu una coesistenza del vecchio con il nuovo, insomma non si rimpiazzò mai qualcosa a discapito di un’altra.

Nel V secolo d.C. il Giappone, entrando in contatto con la cultura cinese, adottò la scrittura ideogrammatica (Kanji), ma a causa della differenza tra le due lingue parlate sorsero alcuni problemi. Si decise perciò di adottare tale sistema di scrittura nell’utilizzo dell’ideogramma per il suo significato senza tenere in conto il suono originario e per esprimere un suono senza badare al significato.

Solo nel IX secolo fu inventato ed usato il “Kana“, il sillabario autoctono. Possiamo così dire che l’inizio del periodo “Heian” (794-1185) segna una svolta decisiva nel sistema di scrittura della lingua giapponese.

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