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Il periodo Yayoi.

Continuiamo il nostro itinerario attraverso i secoli nel Giappone antico. Quest'oggi vedremo l'epoca Yayoi.

Il periodo “Yayoi” va dal IV al III secolo a.C. ed in questo periodo fu significativa la diffusione dell’agricoltura.

I villaggi sorgevano in prossimità dei corsi d’acqua e le abitazioni erano per lo più capanne con il tetto in paglia.

La lavorazione dei metalli e la risicultura furono uno dei punti di forza della società di quel periodo e tutta la cultura Yayoi si diffuse dal Giappone meridionale fino ad arrivare alla pianura del “Kanto” (zona in cui oggi sorge l’odierna Tokyo), mentre l’Honshu settentrionale e l’Hokkaido rimasero ancora alla cultura Jomon fino ad epoca più tarda.

In questo periodo la ceramica veniva lavorata al tornio e le decorazioni erano semplici. Via via anche il legno cominciò ad avere un impiego sempre più massiccio e la pietra trovava una forma d’impiego più vasta grazie alle tecniche affinate..

Per le armi (alabarde, lance) si diffuse largamente l’uso del bronzo, materiale davvero “speciale” in quel periodo tanto da usarlo anche nella costruzione delle famose “Dotaku” (campane di bronzo) di cui tutt’oggi il loro utilizzo e la loro comparsa è ancora avvolta nel mistero. Molti studiosi vi attribuiscono un utilizzo legato ai riti funebri, ma la loro fabbricazione ed utilizzo solo in alcune parti dell’arcipelago e le loro varie dimensioni (dai 10cm al 1m) pongono ancora varie domande.

I più fantasiosi, poi, ne traggono storie e leggende arrivate anche in Italia (un’esempio lampante lo abbiamo con l’anime “Kotetsu Jeeg” - Jeeg robot d’acciaio - del maestro Go Nagai) il quale attribuisce a questi oggetti poteri paranormali e mistici.

In questo periodo anche i rapporti sociali hanno un notevole cambiamento ed, a darcene testimonianza, sono proprio i reperti funerari dai quali spicca la disuguaglianza sociale tra ricchi e non.