Le sei statue con i cappelli di paglia.

かさじぞう. Questa è una delle più tipiche fiabe giapponesi, molto dolce e con lieto fine. Come in molti racconti popolari ci sono delle varianti narrative che possono differire da regione a regione (lo potete confrontare dalle immagini pubblicate con il testo a fianco), ma sostanzialmente il "succo" rimane lo stesso. Un'ultima cosa: nelle fiabe popolari, spesso, i protagonisti (sopratutto se anziani) non hanno nomi. Nel caso della fiaba seguente i personaggi principali saranno chiamati affettuosamente "nonno" e "nonna".

C’erano una volta un nonno e una nonna.

Il nonno, per guadagnarsi la vita fabbricava cappelli di paglia.

Entrambi vivevano in povertà e una volta, a capodanno, capitò che non avessero nemmeno i soldi per comprare i tradizionali biscotti di riso.

Così il nonno decise di andare in città e vendere alcuni cappelli di paglia. Ne prese cinque e si mise in cammino.

La città era lontana e per arrivare lì, il vecchio, doveva attraversare la campagna.

Finalmente raggiunse la città e passeggiando per le vie gridava:

“Cappelli di paglia, cappelli di paglia! Chi vuole dei cappelli!”

La città era piena di gente che faceva le compere di Capodanno: pesce, sake, biscotti di riso e poi si affrettava ad andare a casa.

Nessuno comprava i cappelli del vecchio.

A Capodanno tutti restano a casa ed i cappelli di paglia servono a poco.

Per tutto il giorno il vecchio girò per la città offrendo i suoi cappelli, ma non riuscì a venderne neanche uno.

Verso la fine del pomeriggio decise di rientrare a casa senza aver potuto comprare i biscotti di riso.

Mentre stava uscendo dalla città si mise a nevicare.

Il vecchio era molto stanco e attraversando la campagna scorse gli Ojizousama, le statue tagliate dalla pietra che, in Giappone, rappresentano le divinità dei bambini.

Ce n’erano sei e la neve cadeva sulle loro teste e scendeva sulle loro faccie.

Il vecchio, che aveva buon cuore, pensava che i poveri Ojizousama avessero molto freddo, così pulì dalla neve le loro teste e gli mise i cappelli che non era riuscito a vendere, bisbigliando:

“Questi sono semplicissimi cappelli di paglia, vi prego di accettarli…”

I cappelli erano solo cinque, mentre le statue erano sei, allora il nonno diede il suo cappello all’ultimo Ojizousama dicendogli:

“Questo cappello è troppo vecchio e consunto, ma ti sarà utile.”

Fatto ciò il nonno riprese la sua strada sotto la neve.

Il vecchio rientrò a casa tutto coperto dalla neve. Vedendolo senza il suo cappello, la nonna gli domandò che cosa era successo e lui gli raccontò la storia dei Ojizousama:

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